Wall Street torna ai livelli pre-Lehman

20 febbraio 2012 10:090 commenti

Dal crack di Lehman Brothers nel settembre del 2008 all’attuale crisi del debito sovrano europeo, gli investitori internazionali sono stati sottoposti a continui stress mettendo a dura prova la tenuta del sistema finanziario globale. Tuttavia, Wall Street è tornata sorprendentemente ai livelli precedenti alla bancarotta di Lehman Brothers con l’indice Dow Jones ormai vicino ai 13mila punti, livello psicologico segnato nelle settimane precedenti al fallimento della storica banca d’affari americana. L’indice azionario che raccoglie i 30 titoli industriali più importanti negli Stati Uniti è salito venerdì scorso ai top da maggio 2008. Spettacolare anche il recupero dell’indice S&P500, salito sui massimi a 4 anni.


Allora, dov’è finita la crisi? O meglio, che fine ha fatto la correlazione tra l’andamento dell’economia reale e quella dei mercati azionari? La spiegazione più ovvia sta nell’inondazione dei mercati di liquidità effettuata dalla Federal Reserve a partire da marzo 2009, che ha fatto seguito al programma TARP del governo americano che ha ripulito i mercati dai titoli spazzatura. Sebbene questo denaro sia necessario per far ripartire l’economia (che pure sta mostrando graduali segnali di crescita), gran parte della liquidità a basso costo è stata riversata sulle asset class più rischiose e con rendimenti potenzialmente molto più elevati rispetto ad altre tipologie di investimento.

Da ottobre scorso il Dow Jones index è salito più del 20%. Ora, con la soluzione ormai vicina della crisi greca e il continuo calo degli spread sovrani, ci si chiede se questo rally possa ancora proseguire durante l’anno. L’approdo in area 13mila punti dovrebbe però frenare gli entusiasmi di molti investitori, che potrebbero così iniziare a prendere profitto dopo questa lunga e spettacolare cavalcata al rialzo. Le prospettive restano positive anche per l’anno in corso, ma a questo punto Wall Street – che oggi resterà chiusa per la festività del President Day – potrebbe prendere per mano anche le borse del Vecchio Continente, depresse da tempo dalla lunga telenovela della Grecia e dalla crisi della periferia.






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