WEF 2014 – L’economia del mondo si riunisce a Davos in Svizzera per rimodellare società e politica

23 gennaio 2014 17:300 commentiDi:

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Il World Economic Forum 2014 a Davos in Svizzera

Si tiene proprio in questi giorni a Davos, in Svizzera, l’edizione 2014 del World Economic Forum – WEF, il forum dell’economia globale, che sta riunendo nella cornice elvetica 2500 tra i più influenti personaggi del mondo politico ed economico internazionale. A Davos i lavori sono iniziati ieri, 22 gennaio 2014 e si protrarranno fino al 25, secondo un’agenda davvero ricca di appuntamenti.

Massima aspettativa e massima allerta su Davos, quindi, per la presenza di oltre 40 capi di stato internazionali, tra cui il Presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, ma anche numerosi Ministri degli Esteri e personaggi di spicco della politica monetaria internazionale, come il presidente della Banca Centrale Europea – BCE -, Mario Draghi, e il direttore del Fondo Monetario Internazionale – FMI -, Christine Lagarde.

Il programma del Forum di quest’anno è piuttosto altisonante. L’obiettivo è infatti quello di rimodellare il mondo, cioè gettare le basi per la costruzione di una politica e una società migliori. A dir la verità, però, nessun anno è sembrato più adatto di questo a mettere in pratica gli ambiziosi obiettivi del forum, perché, con la ripresa alle porte, sembra quasi più semplice e naturale parlare, dopo anni di crisi, di crescita e di sviluppo.

A Davos si parlerà quindi delle prospettive che si aprono per il mondo economico una volta superata la fase più nera della crisi economica globale, e ci sarà spazio per argomenti di fondamentale importanza come quello dell’ambiente e della crescita sostenibile. Uno dei temi caldi che verranno inoltre affrontati nel corso delle riunioni dei big del pianeta sarà poi quello della povertà e della disuguaglianza sociale. A farsi promotore di questa tematica è stato, in particolar modo, il presidente e organizzatore storico di questa iniziativa, Klaus Schwab, che ogni anno saluta con grande entusiasmo la sua creatura, ma quest’anno in particolare ha voluto dare risalto al problema del crescente divario che si sta pericolosamente instaurando nel mondo fra fasce ricche e fasce povere della popolazione, facendo opportunamente trapelare alcune anticipazioni nei giorni scorsi.

Ci saranno, però, anche spazi per la politica, soprattutto quando richiedono una attenzione particolare come il caso del conflitto siriano, e tempi dedicati alla discussione sulle tecnologie del futuro o su altri studi più settoriali.

Ma poiché come ogni summit e ogni grande convention che si rispetti la parte mondana vuole sempre la sua parte, alcuni giornali internazionali non hanno perso tempo a sottolineare l’assenza – giustificata – di due grandi ospiti internazionali, come il primo ministro francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel, alle prese il primo con i suoi problemi personali e la seconda con i postumi della frattura al bacino che si è procurata cadendo con gli sci.

Se si guarda alla composizione degli ospiti riuniti a Davos, inoltre, altri elementi di analisi saltano subito agli occhi, elementi che potrebbero forse essere felicemente sfruttati per riflettere sulle tematiche della disuguaglianza sociale. Sembra infatti che le quote rosa presenti all’interno del numero dei partecipanti siano in decisa minoranza rispetto al totale. Un dato che, dunque, riflette esattamente la composizione delle élite politiche ed economiche di tutto il mondo.

A Davos sono infine presenti anche star più che note del mondo del cinema e della musica internazionali, che saranno ascoltati in qualità di testimonial dei progetti che portano avanti attraverso le attività delle loro fondazioni benefiche. Tra questi, ad esempio, il cantante Bono degli U2 e il premio Oscar Matt Damon, munifici benefattori dell’umanità grazie alle loro iniziative solidali a favore del terzo mondo. Per rimanere in tema, inoltre, ha fatto la sua comparsa a Davos anche il noto rapper coreano Psy, che in poco tempo lo scorso hanno ha conquistato il globo con il suo Gangnam Style, sfruttando un’efficacia mediatica che di certo molti capi di stato ancora gli invidiano.

Al WEF sono arrivati, inoltre, anche i rappresentanti dei poteri forti del globo, come il Segretario di Stato americano John Kerry, richiamato dalle vicende politiche mediorientali e il cardinale Peter Turkson, presidente del Concilio pontificio per la Pace e la Giustizia, inviato di Papa Francesco.

L’enorme divario tra i ricchi e i poveri della Terra

Ma un posto di primo piano al World Economic Forum se l’è già guadagnato una associazione britannica umanitaria, la Oxfam, non nuova a questo tipo di partecipazioni, che in attesa di esporre le sue idee in fatto di povertà globale e di disuguaglianze sociali agli uomini più influenti del pianeta, ha riassunto il suo punto di vista in una equazione statistica che ha allarmato il pubblico e i media.

Secondo le statistiche dell’associazione, infatti, 85 tra gli uomini più ricchi della terra bastano per coprire la ricchezza di 3,5 miliardi di poveri che vivono in tutto il mondo. Una gigantesca sproporzione, dunque, che nella sua incredibile paradossalità esprime bene quanto sia urgente, a livello globale, risolvere il problema delle disuguaglianze sociali su base economica nel mondo.

Se bastano infatti 85 uomini ricchi a equiparare il patrimonio di oltre 3 miliardi di poveri, sembra chiaro come in questo momento vi sia una minuscola élite che sempre di più si contrappone, e decide, per una stragrande maggioranza di persone prive di mezzi e di voce in capitolo. Da una tale situazione di opposizione, prosegue l’Oxfam, non possono che scaturire a breve termine anche situazioni di tensione se la diseguaglianza non viene in qualche modo contrastata, alle quali potranno fare seguito disordini e squilibri sociali anche gravi, farciti di proteste e violenze.

Sul nostro amato pianeta, dunque, al momento, 3 miliardi e mezzo di persone possiedono gli stessi averi – 1,7 trilioni di dollari – di 85 grandi magnati dell’economia, della tecnologia e della finanza, i cui nomi sono ben noti al pubblico internazionale, dal momento che liste come quelli di Bloomberg e Forbes vengono periodicamente aggiornate.

Gli uomini più ricchi del mondo nel 2013, tra vecchi Paperoni e nuovi filantropi

Il problema della distribuzione della ricchezza globale è dunque oggi un problema molto sentito in molte nazioni economiche e  a tutti i livelli, non solo in quelle ancora alle prese con la crisi. E’ un dato comunque allarmante, infatti, il fatto che l’1 per cento degli uomini del pianeta detenga esattamente la metà della ricchezza mondiale. 

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