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Westfield, apre a Milano il centro commerciale più vasto d’Europa: centinaia di posti di lavoro

A fine 2018 inizieranno i lavori per realizzare il centro commerciale più grande d’Europa che aprirà i battenti intorno al 2021 nell’area ex dogana a Segrate nel Milanese. Si tratterà del Westfield Milano, ovvero un mega centro commerciale che stando a quanto riferito dai costruttori, sarà il più grande dell’Europa continentale e secondo soltanto a quello londinese. Si stima che ogni giorno arriveranno circa 60000 visitatori Per un totale di 21 milioni ogni anno. Sarà Dunque un centro commerciale davvero dalle dimensioni esagerate, con all’interno circa 300 negozi, 50 boutique esclusive, 50 ristoranti di lusso, un cinema con 16 sale e circa 2500 spettatori. Si tratta di un investimento davvero da capogiro Infatti pare che questo progetto costerà circa 1,4 miliardi di euro e potrà generare ben 17000 nuovi posti di lavoro e 20.000 per l’edilizia.

La storia di Westfield inizia addirittura nel 2009, quando l’amministrazione allora di centrodestra del Comune approvò la collocazione definitiva nell’area dell’ex dogana dopo un accesissimo dibattito pubblico tra favorevoli e contrari. Poi la joint-venture col gruppo Percassi e l’avvio dell’iter amministrativo. Lunghissimo. Il penultimo atto, prima del nullaosta di venerdì, risale a luglio con la firma a tre di Regione, Comune e Citta metropolitana. e ruspe sono entrate in azione proprio un mese fa, con l’abbattimento del «muro» di Segrate e la successiva demolizione della struttura in cemento delle ex dogana abbandonata da decenni. Per la storica occasione l’attuale amministrazione ha avuto la pensata d’inaugurare piazza umarell, dedicata agli appassionati del genere. Dopo la demolizione e le bonifiche del caso, per i cantieri «veri» bisognerà aspettare i due bandi di gara per la città dello shopping e le vie d’accesso. Inizio lavori per fine anno, fine dell’opera nel 2021.

A parlare è stato il sindaco Paolo Micheli, il quale ha riferito che a settembre apriranno in comune un moderno sportello lavoro, ovvero un punto di riferimento per tutto il sud est Milano anche e soprattutto per poter gestire le offerte occupazionali che arriveranno proprio dal centro commerciale che sono destinate ai segreti per la maggior parte.

“Questo gigante commerciale è destinato a cambiare la morfologia del nostro territorio e probabilmente le abitudini di noi segratesi. Nel 2009 l’Amministrazione comunale in carica ne approvò la collocazione definitiva nell’area dell’ex dogana dopo un lungo e acceso dibattito politico tra il fronte del sì e del no. Io appartenevo a quest’ultimo, e le principali ragioni della mia contrarietà sono tutt’oggi valide: l’anomalia di un’opera di queste dimensioni in un’area già fortemente urbanizzata, l’impatto ambientale del traffico indotto, le ricadute potenzialmente devastanti sul commercio locale. La mia Amministrazione si è trovata di fronte a un iter irreversibilmente avviato e ha dovuto quindi impegnarsi per affrontare le criticità e sviluppare al meglio le opportunità”, commenta il sindaco Paolo Micheli.

Stando a quanto riferito, secondo la convenzione urbanistica la società dovrà portare al Comune circa 55 milioni di euro e pare che già qualcosa sia stata versata come 16 milioni per oneri di urbanizzazione primaria scomputati in opera e oneri di urbanizzazione secondaria già versati che ammontano a circa 13 milioni. Restano Tuttavia da pagare i costi di costruzione ovvero 20 milioni dei 25 totali che dovranno essere versati in quattro rate e a questi si andranno ad aggiungere altri 25 milioni di standard qualitativo e serviranno per realizzare delle Infrastrutture sul territorio segratese.  Stando a quanto riferito, sembra che il Westfield di Milano accoglierà il meglio del Retail italiano ed internazionale proposto in circa 300 negozi e in un vero e proprio villaggio del lusso, aprendo la strada italiana a gallerie Lafayette ovvero il department Store del lusso. Non potranno mancare le ultime novità in termini di tecnologie digitali, shopping e servizi turistici.

Westfield Milano ha siglato un accordo con Inditex, il più grande gruppo del mondo dedicato alla moda, che prevede l’apertura di sei nuovi flagship store, in quella che diventerà la più grande e iconica destination per lo shopping e il tempo libero in Italia. Il Gruppo aprirà all’interno di Westfield Milano: Zara (3.473 m2), Zara Home (755 m2), Bershka (1,397 m2), Stradivarius (688 m2); Pull&Bear (957 m2) e Oysho (323 m2), occupando una superficie totale di oltre 7.593 m2. I nuovi punti vendita Inditex si uniscono ai retailer e operatori già annunciati come il department store Galeries Lafayette, che ha scelto Westfield Milano per la sua prima apertura in Italia, il Gruppo Coin con i suoi due più noti brand: Coin Excelsior e OVS; UCI Cinemas con 16 sale, 2.500 posti a sedere e un esclusivo servizio di ristorazione.

Peter Miller, COO di Westfield UK/Europe ha dichiarato “La firma dell’accordo con Inditex rappresenta una tappa fondamentale per il nostro progetto e conferma ancora una volta la fiducia e l’interesse che i più importanti retailer del mondo stanno dimostrando per Westfield Milano. La nostra strategia globale è quella di realizzare shopping destination iconiche che offrano alle persone la migliore esperienza di shopping, ristorazione, tempo libero, intrattenimento ed eventi, in cui i retailer scelgano di aprire i loro punti vendita. L’ingresso di Inditex conferma pienamente questa strategia. Westfield Milano offre ai brand un nuovo bacino di utenza nell’area a est del capoluogo lombardo, che vede la presenza anche di clienti internazionali grazie alla vicinanza all’aeroporto di Linate e alle più importanti autostrade europee.” Victor Busser Casas, General Manager di Arcus Real Estate ha commentato “L’accordo appena siglato con sei brand di uno dei più importanti gruppi al mondo del mercato retail, che include anche Zara, consolida ulteriormente il futuro di quella che sarà la più iconica shopping destination in Italia. Westfield Milano non sarà solamente il più grande centro commerciale italiano, ma diventerà anche uno degli attori più importanti nel mercato europeo.

Grazie alle sue dimensioni, a una gestione di qualità, al suo sorprendente brand-mix e all’offerta per la ristorazione e il tempo libero, Westfield Milano è destinato a cambiare il panorama retail in tutta la regione, attraendo visitatori e turisti. Siamo davvero orgogliosi che Inditex abbia scelto di far parte del nostro progetto, rendendo ancora più forte il nostro brand-mix e portando avanti la lunga relazione che ci lega in Italia.” Su una superficie di 185.000 metri quadrati, grazie a un investimento di 1.4 miliardi di euro, Westfield Milano ospiterà 380 negozi dei brand più importanti, compresi marchi del lusso, ristoranti, un cinema; spazi per il tempo libero e l’intrattenimento, 10.000 posti auto, le più avanzate tecnologie digitali e i migliori servizi per lo shopping e il turismo. Milano, pur avendo uno dei tassi di spesa pro capite più alti in Europa, sperimenta una limitata offerta di centri commerciali di qualità con una superficie superiore a 60.000 metri quadrati. Si prevede che Westfield Milano genererà vendite al dettaglio per oltre 1 miliardo di euro, rappresentando così una grande opportunità per i retailer. Westfield Milano ha un forte bacino di utenza con un totale di 6.3 milioni di abitanti e un potenziale di spesa superiore ai 50 miliardi di euro.

Westfield Milano è una joint venture tra Westfield Corp, uno dei gruppi di centri commerciali più importanti al mondo che detiene il 75% dello sviluppo, e Stilo Immobiliare Finanziaria (che opera attraverso Arcus Real Estate). L’inizio dei lavori è previsto per la fine del 2018, con l’apertura nella seconda metà del 2021. Westfield Milano Westfield Milano, con una superficie di 185.000 m2, sarà in Italia la più grande destinazione per lo shopping, la ristorazione e l’intrattenimento, con un focus sulla creazione della migliore esperienza per i consumatori. Westfield Milano è una joint venture tra Westfield Corp, uno dei gruppi di centri commerciali più importanti al mondo che detiene il 75% dello sviluppo, e Stilo Immobiliare Finanziaria (che opera attraverso Arcus Real Estate). L’inizio dei lavori è previsto per la fine del 2018, con l’apertura nella seconda metà del 2021. Arcus Real Estate Arcus Real Estate, controllata da Stilo Immobiliare Finanziaria, supporta lo sviluppo, il leasing e la gestione di punti vendita di lusso e progetti retail di alto livello, attraverso un portfolio di asset unici che vanno dalle formule Outlet Village, come Sicilia Outlet Village e Torino Outlet Village, ai centri commerciali di lusso come Westfield Milano, destinati a diventare i più grandi e innovativi centri commerciali in Italia e Orio Center. Con sede a Milano, Arcus Real Estate gestisce e coordina direttamente le attività del processo immobiliare: Leasing, Management, Retail, Marketing e Comunicazione.

Definizioni di centro commerciale In Italia la legislazione fa riferimento al centro commerciale con la legge quadro sul commercio n.114/1998 art. 4 lettera G: “per centro commerciale, una media o una grande struttura di vendita nella quale più esercizi commerciali sono inseriti in una struttura a destinazione specifica e usufruiscono di infrastrutture comuni e spazi di servizio gestiti unitariamente. Ai fini del presente decreto per superficie di vendita di un centro commerciale si intende quella risultante dalla somma delle superfici di vendita degli esercizi al dettaglio in esso presenti”. Non vi è nessuna indicazione alla formula distributiva utilizzata, quindi all’interno di questa categoria si fa riferimento anche agli ipermercati con la galleria commerciale integrata, che opera come un unico organismo.

A livello internazionale, una prima definizione viene coniata nel 1947 presso la Community Builders Council organizzata dalla Urban Land Institute (un’organizzazione no profit mondiale con sede originaria in USA), che identifica questa formula distributiva come un “complesso di esercizi commerciali architettonicamente omogeneo, concepito, sviluppato, amministrato e gestito come un’unica unità operativa, commisurata in dimensione e tipologia dei negozi e dei servizi all’area commerciale di attrazione. La struttura comprende un parcheggio, le cui caratteristiche sono rapportate alla tipologia e alla dimensione degli esercizi”. Questa definizione è tuttora usata dall’International Council of Shopping Centers (ICSC). L’ICSC è la prima associazione di commercio globale del settore dei centri commerciali ed è stata fondata nel 1957. Attualmente conta oltre 65.000 membri in più di 100 paesi. I membri sono proprietari di centri commerciali, sviluppatori, manager, specialisti di marketing, investitori, commercianti e intermediari, nonché docenti universitari e funzionari pubblici.1 Una definizione più aggiornata di centro commerciale in Italia la fornisce il CNCC, Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali.

Il CNCC è un’organizzazione civile indipendente senza scopo di lucro con sede a Milano sorta nel 1983, che riunisce in un unico organismo tutti i soggetti privati e pubblici collegati, a vario titolo, all’industria dei Centri Commerciali, dei Parchi Commerciali e dei Factory Outlets. Inoltre è il rappresentante unico per l’Italia dell’International Council of Shopping Center. La definizione del CNCC non modifica quella del 1957 ma la integra inserendo dei requisiti da soddisfare per potersi ritenere uno shopping center: · Minimo di GLA definito in funzione della tipologia del Centro; · Criterio unitario di ideazione, sviluppo, concezione architettonica; · Pluralità di insegne commerciali e/o servizi diversificati; · Esistenza di superfici despecializzate o specializzate che funzionino da unità trainanti tali da assicurare forza di attrazione permanente; · Struttura che comprenda un parcheggio le cui caratteristiche siano rapportate alla tipologia, dimensione ed affluenza prevista; · Composizione e organizzazione di un’offerta commerciale e di servizi diversificati, stabilita a priori in relazione all’intorno di riferimento da un unico soggetto a cui può essere demandata la commercializzazione, il controllo sul merchandising mix e il suo adeguamento; · Gestione unitaria espletata da un soggetto ad hoc preposto, che garantisca tutte le prestazioni e i servizi collegati alla gestione immobiliare, alla gestione commerciale, alla direzione del Centro e alla promozione continuativa dell’immagine comune;

Presenza di un “Consorzio” o “Associazione” degli operatori presenti nel complesso e/o comunque di un soggetto che svolga un ruolo d’interlocutore unico con la P.A. ai fini autorizzativi.

Nascita e sviluppo dei centri commerciali negli Stati Uniti La nascita e lo sviluppo dei centri commerciali va ricercata negli Stati Uniti dopo la seconda rivoluzione industriale. Nella prima metà del XX secolo, grazie all’evoluzione tecnologica, c’è stato un drastico mutamento nella produzione, che ha portato un’evoluzione anche nei consumi della società. Il continuo miglioramento delle tecniche produttive ha determinato una riduzione dei tempi di produzione e un aumento della qualità e della varietà dei prodotti. La seconda metà del XX secolo ha testimoniato il passaggio da una società dominata dalla produzione a una società dominata dal consumo. Quando si parla di evoluzione tecnologica, non ci si riferisce solamente al modo di produzione dei beni ma anche al miglioramento delle infrastrutture. Da sempre il luogo di scambio delle merci era situato nella posizione centrale della città per essere più accessibile a tutti gli abitanti. Grazie alla scoperta dell’automobile e a una rete stradale efficiente, al conseguente mutamento degli spazi urbani e in particolare di quelli extra-urbani, nel XX secolo gli individui si potevano muovere più facilmente. Il centro storico è diventato vetrina delle merci per una società sempre più votata al consumismo, e la fabbrica, che prima vedeva lo spazio come semplice distanza e quindi come barriera verso l’esterno, ha dovuto allontanarsi dalla città alla ricerca di spazi più consoni alle proprie esigenze di crescita dimensionale.

La zona periferica è aumentata di dimensione e densità abitativa, non viene più utilizzata esclusivamente per l’agricoltura ma sfruttava gli ampi spazi a disposizione per sviluppare strutture volte, non solo all’industria ma, anche al settore terziario come la vendita al dettaglio. Lo sviluppo del settore terziario non è dovuto solo al contesto geografico: è divenuto uno strumento necessario per rispondere alle esigenze di una società rivolta al consumo di massa, non più alla produzione. È grazie a questi cambiamenti avvenuti nel tempo che si può osservare la nascita dei centri commerciali, simili a quelli tuttora presenti nel mondo. Il primo centro commerciale, denominato Market Square, è stato progettato dall’architetto Arthur Aldis nel 1916 nel sobborgo di Lake Forest, a una cinquantina di chilometri di distanza dal centro di Chicago. È composto da 28 negozi, 12 uffici e 30 appartamenti. Da subito ha avuto un forte successo: basti pensare che Lake Forest, oltre ad essere stato il primo paese ad avere uno shopping center, sia stata la prima area extra urbana dove si è verificato un ingorgo stradale.Dopo il successo del Market Square in Nord America la formula dello shopping center ha iniziato a espandersi in tutti gli Stati Uniti. Nel 1931 a Dallas viene inaugurato l’Highland Park Shopping Village, dove per la prima volta i negozi si spostano dalla strada pubblica all’interno di un’area centrale organizzata. I negozi sono posti in rettilineo parallelamente alla rete viaria vengono definiti “strip malls” (da strip che vuol dire striscia). I consumatori hanno premiato questo di tipo di disposizione perché era molto più semplice effettuare un confronto tra merci vendute da vari operatori, con la conseguenza di creare un ambiente competitivo tra negozianti a favore del consumatore stesso. Nel 1956 nella periferia di Detroit nello Stato del Michigan è insorto il primo shopping center interamente coperto: il Southland Center. Quest’ultimo appartiene a un progetto che edificava quattro grandi centri nei dintorni di Detroit, ciascuno chiamato come un punto cardinale: Nortland Center (il primo della famiglia inaugurato n3l 1954), Eastland Center, and Westland Center.

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