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Whirlpool 150 lavoratori di Siena a rischio di esubero

La città di Siena rischia l’ennesimo tracollo occupazionale, mentre l’attenzione è accesa sulla torinese Embraco controllata dalla multinazionale Whirlpool che ha annunciato il trasferimento in Slovacchia. Si intensificano le preoccupazioni sui dipendenti attualmente lavoranti nell’Azienda Senese. Lo stabilimento situato in Toscana si occupa della produzione di frigoriferi, nel quali impiega 400 addetti. Proprio il Presidente della Regione Enrico Rossi ha dichiarato oggi, in un’intervista rilasciata dal corriere della sera:”A Dicembre di quest’anno alla Whirlpool finiscono gli ammortizzatori. Non è stato ufficializzato, ma già si parla di 150 esuberi su 400 posti”.

I posti salvati dalla Regione.

Attualmente sono 400 i posti che sono stati tenuti in fermo dalla Regione grazie ad un finanziamento di cinque milioni di euro posto alla Whirlpool nel 2013. In occasione della festa svolta per i 50 anni dello stabilimento multinazionale di Siena, in quella giornata, il presidente della Regione Rossi aveva appunto evidenziato: “E’ grazie ai 5 milioni versati dalla Regione che abbiamo salvaguardato i 400 posti di lavoro. C’è più luce in questo stabilimento rispetto a qualche anno fà, anche grazie al merito dell’impegno straordinario dei lavoratori ed a un importante investimento in Ricerca e Sviluppo che la Regione ha sostenuto”. Proprio in quella giornata di festa la Whirlpool aveva inaugurato in presenza del Sindaco Bruno Valentini, del Presidente della Regione Rossi, e dell’Amministratore delegato italiano  di Whirlpool Emea, un nuovo design di frigoriferi frutto di un investimento di 2 milioni di euro destinati alla produzione di quindicimila Iconic Fridge KitchenAid all’anno.

Tra i vertici dell’Aziende e i rappresentanti italiani vige il piano della diplomazia.

Oggi a Torino si terrà una riunione con tutte le Unioni industriali al fine di garantire un compromesso soddisfacente. Nel frattempo a Roma si sta discutendo sul fatto di trovare investitori disposti a subentrare nello stabilimento di Chieti. Ia tesi sostenuta da Embraco-Whirlpool  sostiene di non poter fare marcia indietro, per un punto al quanto complesso, che sta nel fatto che avrebbero già dato la loro parola ai finanziari per la chiusura dello stabilimento di Torino. Secondo la loro teoria dei fatti c’è una versione assai complicata ed è quella che, Embraco fa capo a Whirlpool South America e quindi non ha nulla a che vedere con la Whirlpool Emea. La richiesta  che stanno inoltrando i sindacati è quella di sospendere i licenziamenti così da permettere la cassa integrazione e avere un tempo di 9 mesi per avviare un’operazioni di industrializzazione.

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