al Qaida voleva attaccare il Pentagono

29 settembre 2011 07:220 commenti

Voleva attaccare il Pentagono e il Congresso con modelli di aerei telecomandati carichi di esplosivo, si tratta di un americano di 26 anni, bloccato ieri nei pressi di Boston e arrestato. 

L’uomo aveva organizzato questi attentati dal gennaio 2010, secondo l’ordinanza di accusa.  

Laureato in fisica al Northeastern University di Boston, aveva provveduto a modificare diversi telefoni cellulari per farne potenziali detonatori; che sarebbero stati destinati ad al-Qaida per utilizzarli contro i soldati americani all’estero, ha precisato il procuratore dello Stato, Carmen Ortiz.  

Dalle intercettazioni telefoniche registrate dall’FBI, si rileva che il presunto terrorista voleva “attaccare gli eserciti degli infedeli, uccidendo un numero “prestabilito di persone„. 

Ad un agente dell’FBI ha confessato di essere un membro di al-Qaida che doveva compiere un attentato contro il Pentagono con modellini aerei telecomandati “simili a piccoli droni” (aeromobili comandati da terra), carichi di esplosivo. Aveva scelto due modelli, l’ F-4 Phantom e l’F-86 Sabre, che hanno una lunghezza di 1,5 m e 2 m e una larghezza di 1,20 e 1,60 m. 


Nell’aprile 2011, aveva allargato il suo progetto al Congresso, precisando che voleva fare schiantare  un aereo telecomandato contro la cupola del Campidoglio “per decapitare l’intero impero„. Nei mesi di aprile e maggio, aveva consegnato ad un agente dell’FBI, sotto copertura (si era fatto passare per un membro di al-Qaida), due chiavi USB che esponevano nel dettaglio tutto il suo progetto.

Aveva localizzato i luoghi e fotografato i suoi obiettivi in maggio, per questo progetto che prevedeva di utilizzare oltre agli aerei telecomandati, anche sei persone (tra le quali anche lui) munite di armi automatiche, secondo i capi di accusa. 

L’uomo aveva iniziato ad acquisire il suo materiale: aerei, 11 chili di esplosivo C4, fucili d’assalto, sei granate AK-47, tutte armi fornite dagli agenti dell’FBI infiltrati. 

Fino a 65 anni di prigione  

In giugno, aveva affittato un locale, sotto falso nome, per conservare tutto il materiale. Non aveva ancora fissato la data esatta per i suoi attentati, ma aveva precisato che intendeva recarsi all’estero per reperire qualche “fratello„. 

L’uomo è stato fermato mentre si recava nel suo magazzino per depositare i materiali che gli erano stati consegnati. Ora rischia fino a 65 anni di carcere.  

Le autorità americane sono in stato di allerta, in questi ultimi anni, contro la minaccia di potenziali atti terroristici “made in America„, in continuo aumento sul territorio.

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Ultimo aggiornamento 29 settembre 2011 ore 09,23






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