Assad promette un terremoto in caso di intervento in Siria

30 ottobre 2011 14:240 commentiDi:

In un colloquio col Daily Telegraph, il presidente siriano avverte che un eventuale intervento straniero “infiammerebbe la Siria e tutta la regione”.

È la sua prima intervista rilasciata ad un media occidentale dall’inizio dell’insurrezione in Siria, sette mesi fa, con la quale Bachar el Assad minaccia gli Occidentali di un “nuovo Afghanistan” se si dovesse accorgere di qualsiasi intervento in Siria.

“Esiste una linea di faglia e se voi interferite rischiate di provocare un terremoto”, afferma. “Volete conoscere un nuovo Afghanistan, anzi una decina di Afghanistan? Un minimo problema in Siria e si scalderà l’intera regione”, avverte. “Damasco è ormai il centro della regione. Se l’idea è quella di dividere la Siria, questa dividerà l’intera regione”, ha indicato il capo dello stato siriano.

Il dirigente siriano che si aspetta che la comunità internazionale “aumenti la pressione”  anche se attualmente nessuno programma di intervento è stato stabilito, considera che la protesta in Siria non ha niente a che vedere con la primavera araba. La “nostra storia è differente dall’Egitto, Tunisia, Yemen o Libia. Non stiamo seguendo la via della testardaggine. Sei giorni dopo l’inizio delle manifestazioni, ho predisposto delle riforme. Appena sono state annunciate, la tendenza si è invertita, le persone hanno iniziato a sostenere il governo”, assicura Assad che ha emanato una legge che “autorizza” le manifestazioni e il multipartitismo.

“Il ritmo delle riforme non è troppo lento. Considerare l’avvenire esige riflessione”  si difende da ciò che chiedono i manifestanti, ossia  la sua partenza pura e semplice. Assad stima del resto che la crisi è solo politica.  “La sfida è lo sviluppo della società. Abbiamo adottato un’economia liberale, ciò ha creato delle disparità tra le classi. Governare un paese occidentale e la Siria, è come lavorare con un PC ed un Mac, i due computer fanno lo stesso lavoro ma non hanno lo stesso sistema di sfruttamento e non si comprendono”, analizza il presidente. “Non si può capire ciò che accade in Siria attraverso i riferimenti culturali occidentali”.

“L’esercito ha fatto degli errori”

Sulla domanda della repressione che dal mese di  marzo ha ucciso oltre 3000 persone, Bachar el Assad spiega che le sue forze militari hanno commesso “numerosi errori” all’inizio delle agitazioni, ma assicura che ora vengono presi di mira solo i “terroristi” e non i civili.

Le sue confidenze al Daily Telegraph, introduce un avvertimento, il giornalista nota con stupore che Assad l’ha ricevuto in jeans. La caduta del colonnello Gheddafi in Libia ha ridimensionato la ribellione. Venerdì, a Homs, 20.000 manifestanti hanno risposto ad un appello su Facebook affinché “la comunità internazionale imponga una no-fly zone, per permettere all’esercito siriano libero di avere più libertà”.

Gli scontri tra gli eserciti dello stato e dei ribelli sono raddoppiati di intensità sabato, provocando  47 morti, 24 delle forze del regime.

Anche sul fronte diplomatico salgono i toni. Secondo un quotidiano del Kuwait, la Lega araba ha avvertito Assad che se la sua mediazione dovesse fallire, è inevitabile un intervento internazionale ed un embargo.

Per oggi è previsto un incontro in Qatar tra le delegazioni ministeriali della Lega araba e dei responsabili siriani. La Lega araba ha chiesto al presidente Assad di impegnarsi in un piano preciso di riforme calendarizzato, di accettare un incontro con i rappresentanti dell’opposizione e l’arresto delle violenze.

Ultimo aggiornamento 31  ottobre 2011 ore 15,25

Tags:

Lascia una risposta