Blogger nuda sfida conservatori egiziani

15 novembre 2011 08:360 commenti

In nome della libertà si è disposti a tentare di tutto. Tuttavia, John Stuart Mill, filosofo ed economista britannico, aveva giustamente scritto: “La libertà degli uni si ferma dove inizia quella degli altri„; idea  riformulata in: “La libertà degli uni inizia dove finisce quella degli altri„. 

Tuttavia, l’azione di Aliaa Elmahdy non è da ritrovare in nessuno di questi due pensieri. 

Questa giovane egiziana di 20 anni si è presa “la libertà„ di porsi nuda sul suo blog. Questa scelta di mostrare le sue nudità ha provocato una serie di commenti che vanno dalla nozione di coraggio a quella di mancanza di pudore.  

Affermandosi atea, liberale e vegetariana, Aliaa Elmahdy ha voluto mettere davanti la libertà della donna e lottare, a modo suo, contro il conservatorismo.

Aliaa Elmahdy ponendosi nuda al mondo intero, ha voluto colpire gli islamisti, ma forse anche screditarli e rafforzare la forza di pensiero dei liberali. 

Una sfida coraggiosa lanciata ai conservatori? “Suicidio sociale„? O provocazione gratuita alla maggioranza molto conservatrice e pia degli egiziani? 

Non c’è nulla da dire, visto che la provocazione è riuscita a scatenare in pieno la collera in Egitto, su Twitter, infatti, da quando si è diffusa la notizia che Aliaa Elmahdy ha realizzato un  blog sul quale tutti possono postarsi completamente nudi, non sono mancati messaggi a favore e minacce. 

La giovane donna che si presenta sulla sua pagina Facebook come la piccola amica di Karim Amer, una blogger egiziana condannata nel 2007 a quattro anni di  prigione “per avere insultato l’islam„ sul suo sito, denuncia soprattutto la deriva fondamentalista della moschea-università di Al-Azhar, ambiente dell’Islam ufficiale egiziano.

La provocazione di questa ragazza egiziana non si ferma al solo fatto di mostrarsi nuda, ma anche dal fatto che chiede agli uomini di portare il velo e denuncia le pressioni subite dalle donne di portare i simboli religiosi.

Il blog di Aliaa Elmahdy riprende anche l’appello alla liberazione di Maikel Nabil, altra blogger detenuta in carcere per avere criticato l’esercito al potere, attualmente in sciopero della fame, e che aveva dichiarato di essere atea e pro-israeliana, su Facebook. 

Aliaa precisa di farsi portavoce “di quelli che si battono contro una società di violenza, di razzismo, di sesso, di molestie sessuali e d’ipocrisia„.

 

Ultimo aggiornamento 15 novembre 2011 ore 09,36

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