Desaparecidos ergastolo per Astiz angelo biondo della morte

28 ottobre 2011 08:120 commenti

L’ex ufficiale della marina Alfredo Astiz è stato condannato ieri dal tribunale di  Buenos Aires, alla pena dell’ergastolo, con lui giudicati altri 17 militari, con l’accusa della scomparsa di due religiose francesi durante la dittatura argentina (1976-1983), un processo che si conclude dopo circa due anni. 

“Alfredo Astiz è condannato alla pena dell’ergastolo„,  dichiara il presidente della Corte, Obligado, leggendo il verdetto davanti ad Astiz e al suo ex capo Jorge, condannato alla stessa pena per gli stessi crimini. 

Astiz è stato uno dei più crudeli protagonisti della  guerra che insanguinò l’Argentina durante la dittatura militare tra il 1976 e il 1983. 

Alfredo Astiz, 59 anni, è accusato di avere partecipato all’eliminazione delle religiose francesi, Alice Domon e Leonie Duquet, l’8 e il 10 dicembre 1977, a capo di un gruppo, il GT332, una task-force di istanza presso l’ESMA (scuola di formazione ufficiali della marina argentina), responsabile delle torture e dalla sparizione di migliaia di persone. 

“L’angelo biondo della morte”, come era stato denominato Astiz, oltre alle due francesi, è stato condannato anche per l’uccisione della fondatrice delle ”Madri di Plaza de Mayo”, Azucena Villaflor e del giornalista Rodolfo Walsh.

Cifre ufficiali parlano di 9.000 persone rapite, torturate e uccise durante la ”guerra sporca” del regime militare contro chiunque venisse ritenuto di sinistra, ma in molti ritengono che la cifra reale sia vicina ai 30 mila.

Le suore francesi furono gettate da un aereo nell’Oceano Atlantico ancora vive, insieme ad altre quattro religiose argentine. 

“La giustizia è la base della democrazia„, ha dichiarato  Genevieve Jeaningros, nipote di Leonie Duquet, arrivata  in Argentina ad assistere al verdetto. “Tutti coloro che hanno dato la loro vita non l’hanno fatto invano„, ha aggiunto. Mentre si potevano sentire le urla “Assassini! Assassini! „, dai numerosi parenti delle vittime. 

Su 18 imputati, giudicati per una centinaia di crimini contro l’umanità, due sono stati assolti e quattro hanno ricevuto pene che vanno dai 18 ai 25 anni. 

L’angelo biondo della morte si era infiltrato nel convento, fondato nel 1977 dalle madri dei dispersi, facendosi passare per Gustavo Nino, fratello di un disperso. 

L’8 dicembre 1977, all’uscita della chiesa di Santa Cruz di Buenos Aires, Astiz aveva indicato le vittime ad un commando dell’Esma, abbracciandole. 

La repressione in Argentina ha provocato 30.000 dispersi. Oggi il centro di tortura dell’Esma è diventato un museo alla memoria. 

Ultimo aggiornamento 28 ottobre 2011 ore 10,13

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