Due italiane rapite in Siria ma non sono nelle mani dell’Isis

16 settembre 2014 10:190 commenti

Dopo la morte di Sotloff e le altre decapitazioni di cui l’Isis continua a fornire raccapriccianti video, si teme adesso per il rapimento di due italiane in Siria. Le prime notizie, però, confermano che le donne non sono in mano all’Isis.

vanessamarzullo

Si chiamano Vanessa Marzullo (in foto durante una manifestazione di solidarietà verso il popolo siriano a Roma) e Greta Ramelli le due cooperanti volontarie che sono state rapite in Siria il 31 luglio scorso. Attualmente si esclude che siano nelle mani dell’Isis ma questo non vuol dire che possano essere pressto trasferite. A parlare di loro, dice l’Adnkronos è un ufficiale del Liberato Esercito Siriano. Un ufficiale che non ha voluto far conoscere il proprio nome ma dichiara di essere in servizio ad Aleppo, la città dove anche Vanessa e Greta erano volontarie.


> Obama pronto ad autorizzare gli attacchi aerei in Siria

Le cooperanti sono state sequestrate da un commando armato che non fa parte dello Stato Islamico che, da parte sua, ha decapitato il terzo ostaggio minacciando altre decapitazioni a breve.

Per le cooperanti italiane, adesso, ci sarebbe uno stallo nelle trattative per la liberazione. I rapitori, non sono legati all’Isis, ma se saltasse qualcosa potrebbero rischiare il trasferimento nelle mani dello Stato Islamico. Sembra ci sia la volontà di evitare questo ultimo passaggio. Al momento il commando di rapitori ha 20 ostaggi tutti stranieri.

> Il video dei soldati uccisi dai siriani

Dopo qualche giorno dal rapimento, il 6 agosto, sul sito Syria Mubasher è stata raccontata tutta la dinamica del rapimento: le due cooperanti, si spiegava, sono state prelevate da un gruppo armato sconosciuto che ha fatto irruzione nell’abitazione del capo del Consiglio rivoluzionario della zona.






Tags:

Lascia una risposta