Egitto minacciato da nuova rivoluzione

21 novembre 2011 08:530 commenti

Scontri violenti sono continuati durante la notte in Piazza  Tahrir al Cairo, dove sono morte tredici persone. 

Queste tensioni giungono ad una settimana che precede il periodo delle prime elezioni legislative in seguito alla partenza di Hosni Mubarak. 

Da sabato scorso, gli abitanti del centro della capitale egiziana sono avvolti da una nuvola bianca, provocata dagli incessanti lanci di gas lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine in tenuta antisommossa. 

Sono migliaia i dimostranti che esigono dal Consiglio Supremo delle Forze Armate (CSFA) che trasferisca immediatamente il potere ai civili. 

I gas irritanti si insinuano ovunque. Fanno lacrimare, tossire, provocano nausea e importanti ustioni, che i veterani delle rivolte contro Hosni Mubarak dicono di non aver mai visto prima. “Questi porci (sic) non hanno cambiato metodo, ma noi vinceremo come abbiamo vinto in febbraio„, promette un dimostrante.  

La polizia e l’esercito hanno tentato, ieri pomeriggio, di porre fine agli scontri e di riprendere il controllo della famosa piazza egiziana, epicentro della contestazione, ma i conflitti estremamente violenti sono continuati per l’intera notte. 


La guerriglia è scoppiata sabato, quando la polizia aveva tentato una prima volta di sloggiare con la forza un gruppo di ribelli, rimasti in piazza Tahrir, dopo la grande manifestazione organizzata venerdì per appellarsi all’accelerazione del calendario di transizione. 

Il corteo ha raggiunto Alexandria, Suez e altre città del paese, attraverso la rabbia crescente dei manifestanti. “Finché la CSFA sarà al potere, la rivoluzione non si fermerà„, afferma Essam 23 anni, che sul suo braccio espone un adesivo “No Military Trials„. 

“La CSFA è la fonte di tutti i nostri problemi„, ribadisce “E’ lui che ritarda l’adozione di riforme, lui che protegge i corrotti della polizia, la giustizia o i mass media, lui che permette di lasciare i residui dell’ex-partito nazionale di Hosni Mubarak, di presentarsi alle prossime elezioni, perché vuole il loro sostegno per governare il paese” Ha aggiunto. 

I “rivoluzionari„ promettono di proseguire le loro battaglie fino a quando il governo transitorio di Essam Charaf, giudicato inefficace ed impotente di fronte all’esercito, non si dimetterà. 

Il generale Mohsen al Fangari, portavoce del CSFA, ha garantito alla tv di Stato che le elezioni avranno luogo, così come previsto, a partire dal 28 novembre. I cittadini “ragionevoli„ potranno “scegliere liberamente i loro rappresentanti„, ha garantito il generale. 

Ultimo aggiornamento 21 novembre 2011 ore 09,53






Tags:

Lascia una risposta