Falsificato il verbale: i marò tentarono di coprire l’accaduto

8 settembre 2014 10:290 commenti

Dopo l’attacco ischemico transitorio che ha colpito Massimiliano Latorre, i suoi legali hanno inoltrato l’istanza per il rientro in Italia al fine di proseguire in un ambiente protetto le terapie necessarie al recupero di un buon stato di salute, ma piovono nuove accuse sui marò e la situazioni si complica.

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Latorre potrebbe essere rimpatriato in Italia per via delle sue condizioni di salute ma la Corte Suprema indiana che ha aggiornato l’udienza al 12 settembre, sembra voglia un parere del governo a riguardo. Il problema è che mentre s’intravede un po’ luce alla fine del tunnel, iniziano le nuove accuse a carico dei marò.

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Secondo quanto pubblicato dall’Hindustan Times, infatti, i marò cercano di coprire il loro operato chiedendo al capitano dell’Enrica Lexie di falsificare il verbale. I due marò chiesero che nel documento da inviare alle organizzazioni di sicurezza marittima internazionale, fosse scritto che i pescatori incontrati erano tutti armati. Un’eventualità, questa, che avrebbe giustificato gli spari esplosi dai due fucilieri. Purtroppo però, degli investigatori indiani hanno verificato che nessuno dei pescatori a bordo del peschereccio aveva delle armi.

La falsificazione del verbale, sebbene debba essere ancora verificata, ha indotto la Corte Suprema a rinviare l’udienza al 12 settembre, scartando per ora la richiesta di rimpatrio dei Marò. Secondo l’Hindustan Times, sulla falsificazione del verbale, la fonte sarebbe il ministero dell’Interno Indiano, secondo il quale il capitano dell’Enrica Lexie, interrogato dall’Agenzia nazionale indiana per la sicurezza avrebbe detto di non essere stato testimone dell’accaduto e di aver mandato quel verbale sotto la pressione dei due marò, i quali avevano intenzione di far passare i pescatori per pirati.

L’Agenzia nazionale indiana, comunque, non è intervenuta sull’argomento ed ha rimandato anche le sue spiegazioni al prossimo incontro in Corte Suprema.






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