Gheddafi in fuga, auto blindate verso l’Algeria ribelli convinti “era il rais”

27 agosto 2011 11:310 commenti

Questa mattina all’alba, un convoglio di sei mercedes blindate hanno attraversato il posto di confine tra la Libia e l’Algeria, i ribelli libici sono convinti che a bordo di una di quelle auto c’era Gheddafi in fuga verso l’Algeria, hanno tentato il tutto per bloccarle, ma non ce l’hanno fatta.

I ribelli libici hanno, ora, il controllo del principale posto-frontiera con la Tunisia, segnando un ulteriore scacco al morimondo regime di Gheddafi, introvabile da giorni e forse in fuga verso l’’Algeria, secondo una fonte ribelle.

Nello stesso tempo, puntuali combattimenti stanno avendo luogo sul fronte Ed è proprio a Tripoli, nel momento in cui si moltiplicano gli appelli internazionali  alla riconciliazione e alla rinuncia di qualsiasi vendetta, che aumentano gli scontri.

Lo stato dell’Algeria non ha mai riconosciuto il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), l’organo politico della ribellione e non ha mai chiesto l’abbandono del potere a Muammar Gheddafi, affermando di osservare una “rigorosa neutralità” nel conflitto.

Nell’Ovest del paese, i ribelli che hanno promesso una ricompensa di 1,6 milioni di dollari per la testa del rais. “Vivo o morto”, hanno ottenuto una nuova vittoria assumendo il controllo di Ras Jdir zona di frontiera con la Tunisia. Lo ha annunciato un portavoce governativo tunisino.


“Oltre una centinaia di ribelli sono arrivati a Raso Jdir. Non c’è stata una vera battaglia, perché i lealisti hanno preso la via di fuga”, ha confermato la stessa fonte.

I pro-Gheddafi, che erano arretrati di circa cento km, qualche giorno fa, resistono ancora a  Ben Jawad, 140 km a Est di Sirte, bombardando i ribelli bloccati a Ras Lanuf, venti chilometri più a Est. I lealisti nella regione di Sirte, bastione del regime e dove potrebbe ancora nascondersi Gheddafi, resistono, lanciando razzi per bloccare l’avanzata dei ribelli.

La Nato mantiene la pressione sulle forze del Colonnello, bombardando 15 veicoli ed altri quattro bersagli al suolo, a Sirte, durante le ultime 24 ore. Mentre i ribelli si preparano a lanciare un’altra offensiva sulla città costiera, la Nato ha precisato di aver distrutto undici carri armati e tre veicoli.

“Non deve esserci rappresaglia” ha raccomandato  il capo della Diplomazia Europea, Catherine Ashton.

“C’è un’urgente necessità di ristabilire l’ordine e la stabilità”, ha dichiarato il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon. “Se le autorità libiche lo chiedono, dobbiamo essere pronti ad aiutarli ad organizzare una forza di polizia”.

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Ultimo aggiornamento 27 agosto 2011 ore 13,30






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