Gli ostaggi italiani nelle mani dell’ISIS

26 settembre 2014 09:310 commenti

L’intelligence americana, come già aveva annunciato quella inglese, dichiara di aver riconosciuto il boia dei giornalisti decapitati e rivela in New York e Parigi, gli obiettivi nel mirino dello Stato Islamico. Cosa c’entra l’Italia in tutto questo?

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L’Italia, in questa guerra in Medioriente è totalmente coinvolta. Matteo Renzi ha detto che il nostro paese s’impegnerà nella lotta al terrorismo, esprimendo solidarietà con l’operato di Obama. Il premier, però, non parla degli ostaggi italiani nelle mani dell’ISIS. È vero che le due cooperanti rapite qualche tempo fa non è confermato che siano prigioniere dello Stato islamico ma ci sono dei nostri connazionali che in queste ore rischiano grosso. Di chi si tratta?

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Nelle mani dei terroristi ci sarebbero sei italiani, tre dei quali pare siano in Siria, non lontano dal territorio in cui sono spariti. Altri due prigionieri italiani sarebbero in Libia e uno in Pakistan. Tutti sono nelle mani dell’ISIS.

Vanessa Marzullo e Greta Ramelli sono le cooperanti che abbiamo indicato in apertura. La prima è attivista in favore dei ribelli siriani ed è stata rapita insieme all’amica nel luglio del 2014. Greta Ramelli, come lei è prigioniera ma sembra che entrambe siano nelle mani di sequestratori non affiliati all’ISIS.

Nel 2013, invece, è stato rapito Padre Paolo dall’Oglio, un gesuita che viveva nella zona di Raqqa. Gestiva un centro interculturale nel nord della Siria e sembra sia stato catturato dai jihadisti mentre provava a negoziare il rilascio di altri prigionieri a Raqqa. Di lui non si sa più nulla.

Ci sarebbero poi Marco Vallise, un tecnico delle costruzioni che lavorava in Libia all’ammodernamento del porto di Zuwara ed è sparito nel luglio scorso. Qualche mese prima, a marzo, è stato rapito a Tubruq Gianluca Salviato. Essendo questo un diabetico si è temuto subito che potesse morire ma al momento non si hanno sue notizie. Infine ci sarebbe un cooperante sequestrato in Pakistan, Giovanni lo Porto. Il suo rapimento risale a due anni fa e sembra che sia nelle mani dei jihadisti.






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