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Isis più forte in Libia: alert dagli USA

Una nuova immagine propagandistica mostra un terrorista dell’Isis che tiene in mano la Tour Eiffel e il Colosseo in fiamme: le nuove minacce a Roma e a Parigi, simbolo della civiltà occidentale, sono apparse nell’ultimo weekend sui social network, rialzando il livello d’allarme in Italia e in Francia, soprattutto a Roma, dove l’8 dicembre inizierà il Giubileo. Per il momento si tratta solo di un’immagine, come ne sono state pubblicate tante altre nel corso dell’ultimo anno, eppure a preoccupare è la pericolosa avanzata dell’Isis in Libia: l’allarme proviene direttamente dagli Stati Uniti. 

Il New York Times e il Wall Street Journal hanno infatti diffuso due nuovi dossier nei quali si denota la pericolosa avanzata dell’esercito dello Stato islamico nel nord Africa, soprattutto in Libia, con conseguenze preoccupanti anche per il nostro Paese. La nuova geografia dell’Isis è stata così ridisegnata dalle due autorevoli fonti americane, lanciando un segnale d’allarme importante per il sud Europa.

I bombardamenti intensi che stanno colpendo Raqqa, la capitale dell’autoproclamato Stato islamico, starebbero infatti spingendo i militanti dell’Isis verso la Libia, e più in particolare verso Sirte, che momentaneamente, secondo l’alert americano, è solo un rifugio, ma che ben presto potrebbe trasformarsi nella nuova capitale dello Stato islamico. I militanti stanno infatti approfittando anche della situazione di crisi attuale che vige in Libia, che di fatto non riesce a costituire un governo di unità nazionale.

Sempre secondo i report, inoltre, i militanti dell’Isis si stanno muovendo numerosi verso la città di Ajdabiya, punto nevralgico per ottimizzare le strategie di espansione: il territorio citato, infatti, è ricco di risorse (prevalentemente petrolifere), con le quali l’Isis vorrebbe compensare il vuoto creato dai recenti bombardamenti a Raqqa. Da questa città, inoltre, partono numerosi gli immigrati che, nel tentativo di fuggire da una situazione delicata, approdano sulle coste europee, prevalentemente greche e siciliane.

L’avanzata dell’Isis in Libia, quindi, porterebbe a una nuova escalation di eventi che mina l’equilibrio già di per sé precario dell’Europa a fronte di un nuovo ingente flusso migratorio e al proseguimento di una cattiva gestione della situazione libica, al momento lasciata nel caos.