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Isis: tagliatori di teste ancora all’opera, a pochi km dall’Italia

A Bengasi, in Libia oggi è stata fatta una scoperta macabra scoperta: 40 teste mozzate sono state rinvenute nei pressi di un campo d’addestramento dei corpi d’elite libici che l’esercito regolare ha appena sequestrato alle milizie islamiche. Il luogo non è casuale ed è stato teatro di scontri interni. Una delle tappe della feroce guerra civile che sta letteralmente devastando la Libia. A poche centinaia di chilometri dall’Italia, quella che un tempo era una delle nazioni africane più all’avanguardia, è ora terra per milizie di ogni tipo e sopratutto terreno fertile per gli integralisti islamici dell’Isis che stanno già mettendo a ferro e fuoco la Siria e l’Iraq.

A riportare la scioccante notizia del macabro ritrovamento di questi corpi decapitati è stata la tv egiziana che ha diffuso anche le foto che testimoniano quanto accaduto. La ricostruzione dei fatti contiene dettagli raccapriccianti che ancora una volta lasciano sconcertati e senza parole. Il campo nella zona di Bou Atny, come sopra accennato, veniva usato dalla “Shura” (letteralmente “Assemblea della Consulta”), ovvero la coalizione militare islamica particolarmente attiva nella seconda maggiore città libica. Le forze jihadiste che a Bengasi si sono scontrate negli ultimi tempi con la milizia regolare sono legate all’Isis: questa operazione di ispezione è stata denominata “Bat Hell” (“Pipistrello del Diavolo”).  Dopo queste ennesima orrenda notizia la paura inizia ad arrivare in modo sempre più forte anche in Italia: questo ennesimo atto di repressione arriva infatti a pochi giorni dal rogo che ha dato fuoco al pilota giordano e dalla decapitazione degli ostaggi egiziano ritenuti spie. L’eco di quanto accaduto a Parigi inoltre fa ancora paura. Per il momento non si sa ancora a chi appartengano le teste ritrovate senza corpo. Le quaranta teste si trovano ora nelle celle frigorifero dell’obitorio dove vengono conservate per essere visionate dal medico legale e per dare modo ai familiari di persone scomparse di effettuare il riconoscimento delle vittime. E insieme alla paura cresce anche la voglia di vendetta e di giustizia.