La Scozia vuole l’indipendenza ma la Regina li minaccia

15 settembre 2014 10:570 commenti

Salmond è il primo ministro del governo autonomo della Scozia che si prepara ad un referendum popolare per decidere se dichiarare l’indipendenza dall’Inghilterra. Salmond ritiene che scegliere l’indipendenza vuol dire diventare più ricchi.

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Il primo ministro del governo autonomo scozzese spiega di non essere affatto intimorito dalle pressioni che arrivano da Londra dopo che anche la Regina ha rotto il silenzio minacciando gli scozzesi. Secondo Salmond, invece, questa è un’occasione storica per la Scozia che raccogliendo una popolazione in gran parte povera rispetto agli inglesi, si sente tartassata dalle imposte del Regno Unito.

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Alex Salmond ha 59 anni e tutto il popolo scozzese dalla sua parte. Eppure in pochi giorni è riuscito ad organizzare il referendum e attirarsi le antipatie di tutti: dei partiti di Westminster, della City, delle banche, dei media tra cui Financial Times ed Economist e adesso si ritrova contro anche la Regina che gli suggerisce di fare molta attenzione nel chiedere l’indipendenza.

Il partito indipendentista, però, non sembra scosso dalle minacce che arrivano da Londra, perché è arrivata l’occasione che la Scozia aspettava da tempo e non è il caso di farsela sfuggire. Secondo Salmond gli scozzesi non si fanno convincere dalle promesse di autonomia che arrivano dal governo centrale perché è lo stesso governo centrale a ripetere che con l’indipendenza arriveranno i guai economici.

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Il premier indipendentista, invece, ne fa un , sostenendo che nessuno può governare la Scozia meglio degli scozzesi. E a chi teme un’esclusione dall’UE, Salmond ripete che le risorse energetiche del Paese, rendono la Scozia troppo importante per l’Europa.






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