La sinistra al governo in Svezia ma cresce il partito xenofobo

15 settembre 2014 11:040 commenti

La Svezia è andata alle urne e i cittadini hanno votato per la svolta a sinistra. Il partito socialdemocratico si è attestato sul 44% ma quello che colpisce è soprattutto l’ascesa della destra xenofoba che racimola il 13% dei consensi.

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La Svezia svolta a sinistra e questo fa piacere a tutti i socialdemocratici europei, peccato che adesso il primo partito del Paese debba fare i conti con l’ascesa della destra xenofoba che ha preso il 13% dei voti, mentre le urne sancivano il tracollo delle femministe e la perdita di consensi del centrodestra del premier conservatore Reinfeldt. Il premier ha così dichiarato le dimissioni.

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Adesso il Paese che guida la compagine settentrionale dell’Europa, il polo tecnologico, industriale e militare dell’UE, è in mano alla sinistra che ha vinto con il 44% dei consensi le elezioni ma non ha raggiunto la maggioranza assoluta. La cosa più eclatante è senz’altro il raddoppio di potere della destra xenofoba che alle scorse elezioni aveva ottenuto il 5,7% dei voti ed oggi è cresciuto fino a sfiorare il 13% dei consensi. In questo modo s’incrina la possibilità per i socialdemocratici di dar vita ad un governo di maggioranza forte e sbilanciato a sinistra. I popusti xenofobi di Jimmy Akesson adesso si ritengono l’ago della bilancia del nuovo governo.

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Reinfeldt, vicino ai popolari tedeschi della Merkel, esce sconfitto dalla tornata elettorale e annuncia le sue dimissioni. Il suo centrodestra ha comunque ottenuto il 39,3 per ceno di voti. Intanto con molta delusione FI, vale a dire Iniziativa Femminista, fa i conti col mancato superamento dello sbarramento.






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