Libia Gheddafi invita a ripulire Tripoli

24 agosto 2011 07:110 commentiDi:

In un messaggio diffuso questa notte, il rais libico garantisce di aver compiuto “un ritiro tattico” dal suo Quartier Generale, da ieri in mano all’opposizione. I combattimenti a Tripoli avrebbero provocato 400 morti. 

I ribelli sono ora in possesso del compound di Gheddafi, sfondano i muri in calcestruzzo, strappano e calpestano qualsiasi immagine che ritrae la famiglia dell’ex dirigente libico, recuperata all’interno di Bab al-Aziziya, la maestosa residenza del Colonnello, abbattuta in gran parte anche dai raid aerei della Nato. 

Centinaia di ribelli hanno gridato “vittoria” strappando attivamente i ritratti del colonnello Gheddafi e abbracciando uno stock di armi, trovate all’interno del bunker, ma nessuna traccia del rais. 

Poco più di sei mesi dopo l’inizio della sommossa in Libia, tutta la città di Tripoli è esplosa in manifestazioni di gioia alla notizia della conquista della residenza di Gheddafi, famiglie intere sfilavano per le vie, in auto a suon di clacson e di corni

Durante la notte, almeno cinque granate di mortaio si sono abbattute sul complesso di Bab al-Aziziya, che ha obbligato i ribelli ad una ritirata dal labirinto di rovine. L’attacco sarebbe arrivato dal quartiere di Abou Slim, uno degli ultimi controllato dai lealisti del Colonnello.. Esplosioni sporadiche sono echeggiate per quasi tutta la notte a Tripoli. Ha indicato il capo di un gruppo di combattenti ribelli. Due potenti esplosioni, inoltre, hanno scosso la capitale libica, questa mattina all’alba, probabilmente dovute ad un bombardamento aereo, mentre un aereo della Nato sorvolava la città. 

Tuttavi Gheddafi è tornato a farsi sentire questa notte. 

“Bab al-Aziziya non è altro che un cumulo di macerie e noi abbiamo provveduto ad un ritiro tattico”, ha annunciato la guida libica in un messaggio audio  diffuso dalla rete televisiva alOruba‘ , la stazione tv facente capo al suo secondogenito e ripreso dal sito Internet di al-Libiya, la catena dei suoi figli Seif al-Islam. “Sono partito da Tripoli con discrezione,  senza essere visto, e non ho avuto la sensazione che Tripoli sia in pericolo”, ha aggiunto. E ha richiamato gli abitanti di Tripoli “a ripulire” la città dalla presenza degli insorti. 

Muammar Gheddafi può “resistere per anni”, ha dichiarato un suo portavoce, che ha promesso di trasformare la Libia “in vulcani, lava e fiamme”. 

Il mistero resta sulla nuova residenza dell’ex dirigente libico. “Dio solo sa dove si trova. Immagino che abbia lasciato Tripoli”, ha ribadito il presidente del Consiglio Nazionale di Transizione, Mustafa Abdel Jalil che mette in guardia affermando “La battaglia non è finita, si completerà solo con l’arresto di Gheddafi”. 

Un bilancio di vittime pesante. La crisi libica è costata un duro prezzo: secondo il CNT,  i combattimenti hanno provocato oltre 400 morti e 2.000 feriti in soli tre giorni a Tripoli. Quasi 600 militari pro-Gheddafi sono stati catturati. 

E i combattimenti continuano nel resto del paese, a Est, i ribelli hanno puntato l’obiettivo su Sirte, città di origine e roccaforte di Gheddafi, dove sono stati avviati i negoziati con le tribù locali per ottenere in modo pacifico la resa della città. 

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Ultimo aggiornamento 24 agosto 2011 ore 09,10

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