Libia la battaglia di Tripoli

22 agosto 2011 08:410 commentiDi:

Dopo sei lunghi mesi di battaglia contro l’autorevole regime di Muammar Gheddafi, al potere da 42 anni, i ribelli libici sono entrati, ieri, a Tripoli.  

Questa notte, i ribelli che avevano lanciato, sabato sera l’offensiva “operazione sirena” sulla capitale, hanno  raggiunto la piazza Verde di Tripoli, un luogo simbolico dove i partigiani del regime erano soliti raccogliersi dall’inizio della contestazione, a metà febbraio, per esprimere tutta la loro fedeltà verso il rais libico. 

Una folla festosa agitava le bandiere rosse, nere e verdi, i colori della ribellione, che ballava e urlava “Allah Akbar” (Dio è grande). 

Gli insorti si sono infiltrati nella capitale arrivando dal  mare della zona costiera di Misurata, 200 km a Est, affermano dei portavoce della ribellione. Altri ribelli provenienti da Ovest sono riusciti ad entrare a Tripoli, dopo violenti scontri con le forze lealiste, nel tardo pomeriggio di ieri, applauditi dagli abitanti che andavano incontro ai loro convogli  in un ambiente euforico.  

Presi due figli di Gheddafi  

Seif al Islam, presentato in passato come il futuro successore di suo padre, Muammar Gheddafi, è stato fermato. Seif al-Islam, è oggetto di un mandato di arresto del CFI per crimini contro l’umanità commessi in Libia. 


“Speriamo che presto potrà essere giudicato dal Tribunale dell’Aia”, ha dichiarato il procuratore del CFI, che contatterà il governo di transizione per discutere sulle modalità per il trasferimento di Seif al Islam Gheddafi nei Paesi Bassi. 

Un altro influente figlio del Colonnello, Mohammad Gheddafi, da quanto dichiarato oggi, dalla tv al Jazira è stato fermato dai ribelli e si trova ora in una zona  sorvegliata. 

Il regime pronto a negoziare  

Domenica, il colonnello Gheddafi aveva chiamato i suoi partigiani a “ripulire” la capitale dai ribelli, in un messaggio audio diffuso dalla Tv di stato libica, nel quale aveva affermato che non si sarebbe mai arreso e che sarebbe uscito “vittorioso” dalla battaglia di Tripoli. 

Nonostante gli evidenti successi dei ribelli, il portavoce del regime, Mussa Ibrahim, ha annunciato che “il regime è sempre forte e migliaia di volontari e di soldati sono pronti a battersi”, precisando intanto che “la guida” libica è pronta a negoziare personalmente con il capo storico dei ribelli. Secondo lui sono rimaste uccise 1.300 persone in queste ultime 24 ore a Tripoli. Tuttavia non è possibile verificare questo bilancio.  

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Ultimo aggiornamento 22 agosto 2011 ore 10,40






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