Libia, Seif figlio di Gheddafi in posa davanti ai giornalisti

23 agosto 2011 10:030 commenti

Mentre i combattimenti continuano a Tripoli, Seif al-Islam, figlio e delfino designato di Muammar Gheddafi, vuole togliere ogni dubbio sulla sua prigionia e si mette in posa davanti alla stampa.

 Gli scontri in atto sono determinati a conquistare le ultime zone della città di Tripoli da parte della ribellione e per tentare di catturare vivo il Colonnello, che sarebbe asseragliato nella residenza familiare di Bab al-Aziziya.

Segno della confusione che regna attualmente a Tripoli, Seif al-Islam, che si credeva nelle mani dei ribelli è apparso libero, questa mattina, e ha voluto dimostrarlo facendosi riprendere dai cronisti, invitati a raggiungere  Bab Al-Aziziya. 

L’evoluzione degli eventi  

10.49 – l’arrivo a Tripoli di una barca partita da Bengasi per evacuare migranti dalla capitale libica, è stato ritardato per motivi di sicurezza, ha annunciato l’organizzazione internazionale per le emigrazioni. 

10.40 gli Stati Uniti si rallegrano per l’annunciata caduta al potere di Gheddafi. Ma si preoccupano della sorte degli armamenti del regime libico in caso di vacanza del potere. 

10.37 – Gheddafi e i suoi figli dovrebbero essere giudicati dalla Corte Penale Internazionale dell’Aia, ha dichiarato, oggi, il nostro ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, ritenendo che presto questi verranno catturati. 


10.30 – l’inviato speciale dell’ONU in Libia, Abdel Ilah Khatib, ha afferma che il regime libico aveva richiesto il suo intervento prima dell’offensiva lanciata, sabato sera, dai ribelli su Tripoli.

09.40 – il ministro della Difesa francese Gerard Longuet si mostra ancora molto prudente sulle affermazioni degli insorti che dicono “il regime di Gheddafi è finito”. 

9.37 – la NATO deve restare in stato di allerta, la vittoria degli insorti in Libia “non è completa”, dichiara il ministro degli Esteri francese Juppé, precisando che il regime è sull’orlo del crollo ma ci sono ancora molte sacche di resistenza. 

09.29 – un comunicato del ministero iraniano degli Affari Esteri si congratulata verso “il popolo musulmano libico” dopo l’entrata dei ribelli a Tripoli e segnala che l’Iran è pronto “a condividere la sua esperienza con lo stato “fratello libico”.

09.09 – Pechino desidera proseguire i suoi legami economici e commerciali con la Libia, afferma un funzionario del Commercio cinese, ricordando che la crisi in Libia ha minacciato i suoi investimenti. 

08.48 –  è responsabilità dell’occidente “ripulire il caos creato in Libia”, ritiene la stampa di Stato cinese. 

08.00 – Seif al-Islam, uno dei figli del colonnello Gheddafi, non è stato preso prigioniero: lo ha smentito lui stesso presentandosi questa notte davanti ai giornalisti che ha fatto arrivare a Bab Al-Aziziya, la maestosa residenza di suo padre a Tripoli.

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Ultimo aggiornamento 23 agosto 2011 ore 12,05






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