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“Mamma, mamma!”. Massacrata con un martello per questo. La follia che supera l’immaginazione

Una storia scioccante, un omicidio che si è svolto il 23 gennaio scorso, ma solo in questi giorni la donna ha trovato giustizia. La sua più cara amica le invidiava i figli, visto che non poteva averne, così Samantha Kelly, è stata uccisa a 39 anni da Christine Lyons convinta che in questo modo sarebbe potuta diventare lei la madre dei 4 figli della sua amica. Succede nello stato di Victoria in Australia.Christine ha ammesso di aver ucciso la sua amica e vicina di casa allo scopo di poter badare ai suoi figli, per averne dei suoi, visto che aveva scoperto di essere sterile. Con l’aiuto di due uomini, il compagno e l’ex fidanzato, la donna ha ucciso Samantha cercando di nascondere ogni prova.Inizialmente il mandante aveva fatto bere un cocktail di farmaci e droghe alla vittima che però era riuscita a sopravvivere ed è stata finita con diversi colpi di martello in testa. Dopo il funerale l’atteggiamento di Christine ha iniziato a destare alcuni sospetti.

Visto che si prendeva cura in modo ossessivo dei figli della sua amica chiamandoli anche con nomi diversi. La polizia, come riporta la stampa locale, ha individuato lei come responsabile del delitto dopo una serie di indagini e in questi giorni è stata condannata. InAustralia, che venti anni fa ha cambiato rotta nella sua politica di controllo sulle armi, adottando misure più severe. I risultati sono arrivati. Da allora, nel paese, non si è più verificata nessuna sparatoria.

Proprio in questi giorni, mentre negli Stati Uniti il tema dell’accesso alle armi è tornato al centro del dibattito pubblico, il governo di Canberra ha diffuso i dati dell’amnistia sulle armi non registrate emanata nel 2017.

In tre mesi i cittadini australiani hanno consegnato alle autorità oltre 57mila armi detenute illegalmente. L’amnistiaè durata tre mesi, dal primo luglio al 30 settembre 2017, ed è stata emanata come risposta al traffico illecito di armi nel Paese e alla minaccia del terrorismo.

L’obiettivo era quello di ridurre il numero di armi illecite consentendo alle persone di consegnarle senza timore di essere perseguite.Le armi consegnate sono state per la precisione 57.324. Tra queste, quasi 2.500 armi automatiche e semi automatiche, 2.900 pistole, numerose mitragliatrici e un lanciarazzi che si ritiene sia stato trovato in una discarica.Circa un terzo degli oggetti consegnati è stato distrutto, mentre la restante quota è stata registrata o rimessa in commercio.In Australia è illegale possedere un’arma da fuoco non registrata: per i trasgressori sono previste multe fino a 280mila dollari e fino a 14 anni di carcere.L’ultima amnistia per il possesso illegale di armi proclamata dal governo risale al 1996, dopo il massacro di Porth Arthur, che vide uno squilibrato armato uccidere da solo 35 persone. In quell’occasione furono consegnate alle autorità 650mila armi.

Da allora, nel paese, nel paese le sparatorie si sono azzerate. Non solo: nei dieci anni successivi il tasso di omicidi è calato del 20 per cento.

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