Norvegia Breivik torna sul luogo del massacro

15 agosto 2011 07:580 commenti

Ammanettato, incatenato e ben custodito, Anders Behring Breivik è tornato, sabato, sull’isola norvegese di Utoya per una prima ricostruzione del massacro che è costato la vita a 69 persone, il 22 luglio scorso.

Per otto ore Breivik ha descritto nel dettaglio la carneficina senza “mostrare alcun segno di rimorso”, ha spiegato, durante una conferenza stampa ad Oslo, il procuratore Hjort Kraby, precisando inoltre che sono emersi numerosi nuovi elementi, durante questo sopralluogo.

La ricostruzione è stata ripresa dagli inquirenti con le videocamere, le cui immagini verranno utilizzate durante lo svolgimento del processo, Breivik è stato interrogato a lungo e si è sempre mostrato molto calmo, preciso e cooperativo.

L’isola, che è stata interdetta ai visitatori dal 22 luglio, era deserta nel momento di questo sopralluogo, erano presenti solo alcuni elicotteri che pattugliavano dall’alto.

L’assassino, 32 anni, era scortato dai poliziotti armati e protetti con giubbotti antiproiettili. Le immagini filmate dal quotidiano norvegese VG mostrano Breivik, bloccato alle caviglie e trattenuto da una corda intorno alla vita, che guida con calma i poliziotti e ricostruisce freddamente i gesti degli spari da lui compiuti.


Secondo il suo avvocato, Geir Lippestad, l’omicida si ricorda con estrema precisione tutte le azioni degli spari che hanno centrato le vittime. Il legale afferma, inoltre, che Breivik riconosce la sua colpevolezza, ma si difende dall’accusa di crimine terroristico perché giudica la strage “necessaria per salvare la Norvegia e l’Europa dai musulmani e dal multiculturalismo” della classe politica.

La polizia norvegese dice di essere alla ricerca di una cinepresa che Breivik avrebbe utilizzato per filmare il massacro. Nel suo documento di 1500 pagine diffuse su internet prima degli attentati, l’assassino menziona infatti di una telecameraP80 indispensabile, secondo lui, “per documentare l’operazione”.

Intanto sono giunte critiche sull’operato delle forze dell’ordine alle quali si rimprovera la lentezza di intervento durante la strage sull’isola norvegese. Il procuratore ha confermato la notizia, secondo la quale i poliziotti avrebbero ricevuto diverse  chiamate telefoniche da Breivik, proprio durante la strage. Tuttavia il magistrato non ha precisato quale sia stata la reazione dei poliziotti a queste telefonate. Secondo il quotidiano Aftenposten, Breivik ha proposto in più riprese di arrendersi chiedendo aiuto ai poliziotti.

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Ultimo aggiornamento 15 agosto 2011 ore 09,55






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