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Norvegia: i musulmani proteggono gli ebrei dai fondamentalisti

La sinagoga di Oslo in Norvegia si è risvegliata questa mattina con una insolita cintura di protezione. Centinaia di persone, infatti, hanno conto d’assedio il luogo di culto per eccellenza degli ebrei, creando una catena umana. Dall’alto si è visto in modo nitido questo anello di  persone che simbolicamente ha circolato la Moschea. L’iniziativa, nata sui social network, aveva come obiettivo quello di creare una sorta di catena di protezione fatta di scudi dopo i recenti attentati anti ebraici che sono stati messi a segno in Danimarca da fondamentalismo musulmani.

A differenza di quello che si può pensare però, la catena umana non era costituita da ebrei ma da musulmani. Gli islamici, quindi, hanno voluto lanciare un segnale inequivocabile non solo ad mondo intero ma soprattutto all’interno del frastagliato cosmo dell’Islam che ingloba tendenze di ogni tipo e spesso in lotta tra di loro.

Gli scudi umani che si sono messi a protezione della Sinagoga di Oslo avevano un senso ben preciso. Se L’ISIS o le tante cellule di simpatizzanti assassini del Califfato costituite da figli di immigrati provenienti dal Vicino Oriente ma nati e cresciuti nell’Occidente volessero colpire il simbolo per eccellenza di Israele sarebbero dovuti passare sul corpo di altri islamici. Il senso dell’iniziativa nata su Facebook, su input della appena diciassettenne  Hajdar Ashrad, è quindi inequivocabile: l’Islam non è l’ISIS o l’integralismo islamico di tanti esaltati che sono vissuti ne cresciuti in quell’Occidente che odiano così tanto, ma le persone che, nel rispetto delle rispettive fedi, sono pronte a rischiare la vita per gli ebrei. Il fondamentalismo islamico deve quindi essere combattuto in primo luogo con l’isolamento da parte dello stesso Islam di questi fanatici. La promotrice dell’iniziativa, del resto, aveva sottolineato che non c’è momento migliore per prendere le distanze dai terroristi dopo quello che è successo in Danimarca. Il suo appello non è rimasto inascoltato ed è ritenuto un messaggio di pace di non poco conto alla luce del momento delicato che l’Occidente e l’Islam stanno vivendo. I partecipanti alla catena umana erano oltre 1000.

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