Polizia spara contro gli studenti, caos anche in Messico

30 settembre 2014 11:000 commenti

La polizia spara sugli studenti, proprio come ad Hong Kong, ma stavolta lo scenario è quello del Messico. Si contano 6 morti e si parla anche di 67 scomparsi, ma cosa vuol dire e cosa è successo?

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Ad Iguala, in Messico, gli studenti hanno organizzato una protesta che è finita nel sangue. Il bilancio della repressione, gestita dal governo che ha inviato sul posto l’esercito, è di 6 morti, 17 feriti e 57 scomparsi. Sulle tracce di questi ultimi si sono messi 22 agenti.

> Cosa è successo in piazza ad Hong Kong


In tutta questa storia viene fuori che José Luis Abarca Velàzquez, sindaco di Iguala che si trova tra Acapulco e le capitale messicana, non sapeva niente della repressione, anzi dice di non aver assolutamente dato l’ordine alla polizia di aprire il fuoco o di operare con violenza contro la popolazione civile.

La polizia, conoscendo i trascorsi del sindaco di Iguala, non è molto convinta delle sue dichiarazioni. Velazquez, infatti, faceva parte dei Guerreros Unidos, una formazione criminale che pare abbia affiancato la polizia nel massacro degli studenti. Si capisce quindi che siano chieste le dimissioni del primo cittadino mentre non si sa che fine abbiano fatto 57 ragazzi.

I testimoni hanno detto che la polizia locale ha sparato sui giovani manifestanti sia nelle strade che sugli autobus e la violenza usata è stata enorme, tanto che il governo federale ha deciso di intervenire con l’esercito e sostituirsi alle autorità locali. Gli studenti dispersi e uccisi frequentavano tutti la scuola Raul Isidro Burgos. È improbabile che si siano dati alla fuga, ma ufficialmente, si sa che non sono in mano alla polizia.






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