Ritrovata antica moneta romana utilizzata nelle case chiuse

29 maggio 2012 09:340 commenti

Non suonerà nuovo a molti il fatto che nell’antichità, parliamo in particolare dell’epoca romana, esistessero i bordelli, ma ora la recente scoperta rinvenuta presso il Tamigi a Londra conferma questa ipotesi.

È stata infatti scoperta una moneta antica in bronzo, databile intorno al I secolo d.C., che sarebbe la prova dell’esistenza delle case chiuse in epoca romana. La moneta, la cosiddetta Spintria, sarebbe servita senza dubbio per poter pagare le prestazioni sessuali delle prostitute dell’Impero romano. Il gettone in bronzo appare alquanto particolare: su un lato sono raffigurati un uomo e una donna mentre consumano un atto sessuale e sull’altro lato lato è impresso il numero XIIII che equivale al costo della prestazione in assi, una moneta in corso a partire dal IV secolo a.C.


Anche gli scavi di Pompei testimoniano la presenza dei Lupanari, antichi postriboli, e non è un segreto che rappresentassero una delle più fiorenti attività dell’Impero Romano. A trovare il prezioso reperto immerso nel fango del Tamigi è stato l’inglese Regis Cursan e l’archeologa Caroline Mc Donald rileva l’importanza del ritrovamento sottolineando che nei bordelli romani lavoravano soprattutto schiave straniere.

La singolare moneta è stata trasferita al Museum of London dove rimarrà esposta per qualche mese. Secondo Roger Wilson, docente di Archeologia dell’impero romano alla British Columbia University non si tratterebbe invece di una moneta utilizzata per pagare le prestazioni sessuali, ma di un gettone per giochi da tavolo raffigurante semplicemente una scena d’amore: la numerazione si riferirebbe alla posizione di un ipotetico Kamasutra risalente all’epoca romana.






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