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Russia summit per salvare le tigri

La Russia, buona alleata per la salvaguardia della tigre, ha organizzato dal 21 al 24 novembre a San Pietroburgo, sotto la direttiva di Vladimir Putin, un summit per le tigri, con tredici paesi che vogliono prendersi  cura di questo felino minacciato, il vertice ha l’ambizioso obiettivo di raddoppiare, entro il 2022, questa popolazione felina che vive allo stato brado.                              

In questo 2012, che secondo il calendario cinese è l’anno della tigre, sono rimasti soltanto 3.200 esemplari, ha stimato il WWF, l’organizzazione mondiale per la conservazione della natura, rispetto ai 100.000 di circa un secolo fa. 

“Tre sottospecie sono scomparse e il futuro degli altri sei non è affatto garantito”, sostiene la relazione del progetto, che deve essere approvata in occasione di questo summit dai capi di governo partecipanti, questo primo vertice verterà sulla sopravvivenza di una sola specie. 

Vladimir Putin noto “animalista” e difensore della tigre russa, si è detto ottimista sul programma di salvaguardia di questi felini, che prevede inoltre, l’istituzione di un consorzio internazionale di collaborazione, che unirà Interpol e le dogane dei 13 Paesi dove vivono ancora le tigri, contro il bracconaggio e i traffici vari. 

Contrariamente agli altri dodici paesi (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malesia, Birmania, Nepal, Tailandia e Vietnam), la Russia ha visto un notevole aumento delle sue tigri, il numero degli esemplari dell’Amur dagli 80-100 stimati cinque anni fa, oggi è arrivato a quasi 500. 

Putin prese il controllo personale di un progetto di tutela della tigre. Aveva partecipato in agosto 2008 alla cattura di una tigre per fornirla di un collare GPS. L’analisi dei suoi spostamenti è ormai nel cuore del programma russo di difesa del felino.

Se il vertice otterrà un consenso internazionale, l’azione coordinata lotterà, in particolare, contro il traffico di organi della tigre (ossa, baffi e artigli) utilizzati nella medicina tradizionale asiatica. 

La Banca Mondiale ha promesso 350 milioni di dollari, distribuiti in cinque anni,  per il piano d’azione a difesa  delle tigri. 

Le Organizzazioni per la difesa della natura, sperano in  decisioni riguardanti l’aumento degli spazi per la specie ma anche per il cervo, un altro animale seriamente minacciato.