Saadi figlio di Gheddafi è in Niger

12 settembre 2011 09:090 commenti

Saadi, uno dei figli della “guida„ libica Muammar Gheddafi, ha raggiunto ieri il Niger, ad annunciarlo il ministro della Giustizia nigeriano, che aggiunge “Non è il primo libico ad essere esiliato in questo paese”.  

“Era in un convoglio di nove persone intercettato dalle forze di sicurezza nigeriane, mentre si stavano dirigendo verso Agadez„, città del nord del paese, ha precisato il ministro durante una conferenza stampa a Niamey. Saadi Gheddafi sarà trasferito nella capitale nigeriana lunedì o martedì.  

Terzo figlio del Colonnello, Saadi è un uomo d’affari ed un ex calciatore. Dopo la conquista di Tripoli da parte della ribellione, era stata annunciata la sua cattura, ma smentita subito dopo in seguito ai suoi messaggi audiovisivi.  

Il ministro della Giustizia libico, Marou Amadou, ha sottolineato che il suo paese adempirà ai suoi obblighi verso i profughi per ragioni strettamente umanitarie, aggiungendo, comunque, che il suo governo è pronto a rispettare i suoi impegni internazionali se la vecchia “guida„ libica o altri responsabili ricercati dalla giustizia internazionale si dovessero presentare sul suo territorio.  

E’ utile ricordare che la Corte Penale Internazionale dell’Aia ha emesso ordinanze di arresto contro Muammar Gheddafi e suo figlio Saif al Islam, ma non nei confronti di Saadi.   

Altri responsabili libici già in Niger 

In una settimana, il convoglio di Saadi è il terzo che riesce a raggiungere lo stato nigeriano dalla Libia, con alte personalità leali al regime caduto.   

Lo scorso giovedì, quattordici responsabili, tra cui i generali Ali Kana e Ali Charif Al Rifi, il capo dell’aviazione, erano arrivati ad Agadez, inoltre il 5 settembre, anche il capo delle forze di sicurezza di Gheddafi, Mansour Dhao, era riuscito a varcare la frontiera.

Saadi Gheddafi, a fine agosto, aveva annunciato alla rete televisiva saudita al Arabia di essere stato ufficialmente delegato da suo padre per negoziare con le forze del nuovo potere libico. E a questo scopo aveva affermato di essersi messo in contatto con il responsabile militare del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) a Tripoli. 

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Ultimo aggiornamento 12  settembre  2011 ore 10,10

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