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Siria militari sparano sui manifestanti indifesi

Manifestazioni in Siria. Le forze dell’ordine sparano sui manifestanti, i difensori dei diritti dell’uomo affermano che almeno 22 contastatori sono già stati uccisi, durante i cortei di ieri contro il regime di Bachar al Assad.

I 22 manifestanti sono stati uccisi in tre città diverse della Siria, a Deraa, i media ufficiali hanno parlato, invece, di perdite tra le forze militari. Sono migliaia le persone partecipanti ai cortei, in particolare nel nord della Siria.

“Abbiamo un elenco dettagliato di 17 ribelli uccisi a Deraa, l’epicentro della contestazione contro il potere del presidente Bachar al Assad, inoltre ci è giunta la segnalazione della morte di altri manifestanti a Homs e ad Harasta”, una località 12 km a nord di Damasco, ha dichiarato il presidente dell’Organizzazione a difesa dei diritti umani, Ammar Qourabi.

Alcune immagini diffuse dalla televisione siriana hanno mostrato le forze fedeli al regime che aprono il fuoco sui manifestanti disarmati.

L’agenzia ufficiale di stampa SANA ha reso noto che si sono uditi innumerevoli spari sulla città di Deraa (sud) e i militari li hanno attribuiti ai “vandali”.

Tuttavia, i testimoni hanno affermato che i responsabili sono esclusivamente le forze di sicurezza,  “Ho visto pozzanghere di sangue e tre corpi che venivano portati via dalle strade”, riferisce una persona presente ai fatti. I feriti vengono lasciati in balia di se stessi, perché nessuno osa trasferirli in ospedale” Ha aggiunto.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha condannato “fermamente” queste violenze commesse dal governo siriano “contro i manifestanti pacifici.”

Nel nord della Siria, a maggioranza curda, circa 7.000  persone stanno manifestato in sei diverse città, secondo un militante curdo, al grido “Dio, Siria e Libertà“  e “Né arabi, né curdi, unità nazionale”.