Siria pressione internazionale su Asad

1 agosto 2011 12:320 commenti

La Gran Bretagna richiede sanzioni ed auspica che la pressione internazionale contro la Siria si intensifichi. 

Anche se la possibilità di un intervento militare contro il regime del presidente Bashar al Asad, non è “possibile”, ha dichiarato, oggi,  il capo della diplomazia britannica alla BBC. 

Molti paesi, fra i quali la Francia e la Germania, hanno richiesto un incontro con il Consiglio di Sicurezza dell’ONU,  dopo la strage compiuta ieri dall’esercito del regime,  in cui hanno trovato la morte oltre cento persone ad Hama. 

Mentre la Germania insiste su un incontro urgente con l’Onu, visto l’inasprimento della situazione in Siria, gli Stati Uniti e la Francia condannano la repressione in corso, richiamando il Consiglio di sicurezza dell’ONU “a prendersi le proprie responsabilità”, in questa fase cruenta che sta vivendo la popolazione siriana , ormai, da lungo tempo.

I governi dell’Unione europea prevedono di rafforzare ulteriormente entro oggi,  le sanzioni contro il governo di Damasco, imponendo restrizioni ad altre cinque personalità. La UE ha già inflitto sanzioni a Bashar al Asad, ad una ventina di altri responsabili e ad altri rappresentanti legati all’esercito siriano. 

“Questo attacco e la repressione violenta che continua a perseverare in molte città siriane sono inaccettabili, soprattutto durante la vigilia di un mese incoronato al ramadan”, denuncia Catherine Ashton, rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e la sicurezza. 

“L’esercito e le forze dell’ordine siriane hanno il compito di proteggere i cittadini, non di massacrarli alla cieca”,  ha aggiunto. 

A Londra, il titolare del Foreign Office, William Hague, si è detto “scandalizzato” dalle notizie provenienti da Hama, “Il presidente Bashar al Asad sbaglia se pensa che l’oppressione e la forza militare porranno fine alla crisi”. 

La Turchia, un tempo vicino ad al Asad, ha fatto sapere che, come il resto del mondo musulmano, “è profondamente delusa” dall’escalation della violenza in Siria, sottolineando che ciò azzera tutte le promesse di riforme che aveva fatto il presidente. 

Intanto, il presidente al Asad si congratula con il suo esercito. In occasione del 66º anniversario della nascita dell’esercito, il presidente siriano ha voluto congratularsi per le operazioni svolte “un esercito patriottico, siriano, simbolo dell’orgoglio nazionale”, ha annunciato ai militari responsabili della strage. 

Articolo correlato: Siria ancora sangue sugli insorti

Ultimo aggiornamento 01 agosto 2011 ore 14,25

Tags:

Lascia una risposta