Strauss Kahn prove a favore della cameriera

5 luglio 2011 09:370 commentiDi:

Caso Dominique Strauss Kahn esistono prove a favore di Nafissatu Diallo, la cameriera del Sofitel Hotel che ha accusato l’ex funzionario del Fondo Monetario Internazionale. 

“L’inchiesta continua” è questo il messaggio lanciato, ieri, dal procuratore che segue l’indagine DSK, Cyrus Vance.  

Ci sarebbero nuovi sviluppi nel procedimento, in base alle letture delle tessere magnetiche utilizzate per l’apertura delle camere del Sofitel, la versione della presunta vittima, sulla cronologia dei fatti sarebbe determinante. 

La cameriera non si è recata a pulire un’altra stanza, prima di denunciare l’aggressione, secondo le schede magnetiche. E, questo, è ciò che Nafissatu Diallo aveva sempre dichiarato. 

La cameriera aveva sempre garantito di essere fuggita dalla camera di Strauss Kahn, subito dopo l’aggressione, e di essersi nascosta in un angolo di un’altra camera, singhiozzante. 

Tuttavia, venerdì scorso, i fatti supposti avevano avuto un altro seguito, ossia che la cameriera subito dopo il tentato stupro, si sarebbe recata a far pulizie in un’altra camera, prima di allarmare le forze dell’ordine. “Una delle sue tante menzogne” aveva, dunque, ribadito il procuratore. 

Ma, le letture delle carte magnetiche dell’hotel accrediterebbero il resoconto iniziale della guineana. 

Secondo i rilievi effettuati su queste chiavi magnetiche, osservati sugli elaboratori dell’hotel, la cameriera ha pulito la suite n. 2820, al 28esimo piano, prima di entrare nella stanza n. 2806, sullo stesso piano, precisamente alle ore 12,06, dove uno dei colleghi gli aveva garantito che la camera, dove alloggiava Strauss Kahn, era completamente libera.

Nafissatu Diallo, quindi, alle ore 12,26, dopo aver lasciato precipitosamente la suite occupata da DSK, si rifugia nella 2820, che sapeva essere libera, prima di essere trovata dal responsabile del suo piano. A questo punto, il suo superiore la conduce nella camera 2806, al fine di conoscere ciò che le è appena capitato. 

Tale versione era stata resa, inizialmente, anche dallo stesso responsabile del piano del Sofitel hotel e dalla stessa Nafissatu Diallo. Poi la conferma è arrivata dalle chiavi magnetiche.  

In questo quadro, le ragioni che hanno spinto l’accusatrice a modificare la sua versione dei fatti,  restano ancora oscure. “Forse si sottovalutano i problemi di comprensione di una donna che non parla molto bene la lingua inglese, e i cui rapporti con gli investigatori restato tesi”,  ritiene un avvocato, che conosce i metodi degli inquirenti del procuratore Vance. 

Ora il gruppo del procuratore che si occupa dell’inchiesta, verificherà di nuovo il tutto, riascoltando nuove dichiarazioni dei dipendenti del Sofitel, riadattando le versioni e confrontandole con gli elementi materiali raccolti.  

“Con un ritardo incomprensibile”, sono i commenti degli avvocati e procuratori citati dalla stampa americana, sempre più critici sulla condotta dell’indagine.

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Ultimo aggiornamento 05 luglio 2011 ore 11,40

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