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Sud Sudan: bambini dodicenni rapiti per trasformarli in soldati

Orrore nel Sud del Sudan dove ben 89 bambini che si stavano preparando a sostenere un esame nella loro scuola sono stati rapiti da uomini armati. I bambini, secondo le prime informazioni, dovrebbero avere un’età compresa tra gli 11 e i 12 anni. Il maxi rapimento è avvenuto nella regione dell’Alto Nilo in località Malakal. Per ora, fonti locali non indicano quella che potrebbe essere l’identità dei rapitori responsabili del sequestro. La zona di Malakal, però, è considerata una delle località più esposte alla guerra civile latente che sta dilaniando il paese dal 2013, quando ebbe inizio un feroce scontro armato tra il presidente Salva Kiir e il suo vice Riek Machar con il primo che accusò pubblicamente il secondo di aver organizzato un golpe per destituirlo.

Lo scontro politico tra in due si trasformò in guerra combattuta a cui la comunità internazionale cercò di porre un freno favorendo un processo di pace che portò all’inizio di febbraio 2015 ad una tregue tra le parti. Il cessate il fuoco, però, non è stato praticamente rispettato da nessuno.

All’interno di questo conflitto, quindi, andrebbe inquadrato il rapimento degli 89 bambini. Secondo alcuni operatori dell’Unicef è assai probabile che chi ha compito questo crimine sia intenzionato ad addestrare i sequestrati e a trasformali in bambini soldato. Non sarebbe la prima volta che in aree geografiche come quella del Sud Sudan si verificano atrocità come questa. L’uso dei bambini soldato, condannato da tutti gli organismi internazionali e vergognoso tanto da essere considerato una infamia in epoca antica, è invece un costume molto diffuso in queste regioni imbarbarite da una guerra civile permanente. Non solo. Sempre l’Unicef ha rilevato che in sequestri di bambini rappresentano una bomba che è in grado di sfaldare il tessuto sociale di comunità distrutte dalla povertà e dalla miseria. Il destino degli 80 ragazzini del Sudan potrebbe quindi essere già scritto. La comunità internazionale, con l’Unicef in prima fila, sta seguendo da vicino questa vicenda che ricorda da vicino il sequestre di 200 studentesse nigeriane da parte degli islamici di Boko Haram.

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