Sventato attacco terroristico ISIS a Sydney

18 settembre 2014 10:250 commenti

Persone rapite a caso e poi decapitate davanti alle telecamere. Un piano mostruoso e spietato dell’ISIS da mettere in atto a Sydney in Australia. Questo Paese, infatti, sarebbe responsabile dell’invio di 600 soldati e 8 aerei da guerra negli Emirati Arabi Uniti.

Un massacro con persone rapite a caso nella capitale australiana. Una risposta violenta alla scelta di Sydney di mandare truppe e strumenti per colpire i jihadisti. L’ISIS prova a colpire gli infedeli o comunque gli oppositori, anche fuori dal territorio siriano. La polizia federale australiana, però, mettere riparo alla situazione e comunica di aver sventato degli attacchi che l’ISIS avrebbe commissionato ad alcuni australiani di origine afghana.

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Un percorso piuttosto ingarbugliato che mette in luce l’efficienza australiana nelle operazioni antiterrorismo. In stato di fermo, comunque, ci sono finite 15 persone, più Omarjan Azari che è stato incriminato per gravi atti di terrorismo. Il piano doveva essere messo in pratica stamattina nei quartieri occidentali della città. È stato individuato anche il mandante: Mohammad Ali Baryalei, un ex buttafuori che aveva anche avuto una piccola carriera televisiva in Australia, e che ora sarebbe impegnato in Iraq e Siria.

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Secondo quanto appreso dalla polizia australiana l’autore materiale dell’attentato sarebbe dovuto essere proprio Azari su richiesta dei Baryalei. A chi pensa che sia tutta una manovra pubblicitaria, il primo ministro Abbott spiega che non sono sospetti quelli che hanno determinato l’intervento della polizia, ma la reale volontà di colpire il Paese.

All’operazione hanno partecipato 800 uomini delle forze di polizia federale, statale e dell’intellingence, persone che hanno scavato dei giardini, perquisito locali e abituazioni e arrestato sospetti terroristi anche nei giorni precedenti alla maxi retata.






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