Tunisia ad un anno dalla rivolta

19 dicembre 2011 13:340 commenti

E’ trascorso esattamente un anno dall’inizio della cosiddetta “primavera araba” e lo scenario sulla sponda meridionale del mediterraneo è mutato in maniera tanto repentina che soltanto pochi mesi prima del 17 dicembre 2010 sarebbe stata impensabile l’uscita di scena della maggior parte di dittatori come Ben Alì in Tunisia, Mubarak in Egitto e Gheddafi in Libia.

La miccia che ha infiammato la protesta è stato il gesto estremo compiuto dal venditore ambulante tunisino Mohamed Bouazizi che il 17 divcembre del 2010 si è dato fuoco in seguito a maltrattamenti da parte della polizia, un gesto di protesta e disperazione che ha dato il via ai moti di piazza, prima in Tunisia e poi, a catena i tutti i paesi della regione del Nordafrica.

Il crescere del prezzo dei generi alimentari, la corruzione diffusa, oltre alle forti restrizioni delle libertà personali e alla reiterata violazione dei diritti umani hanno fatto da detonatore e i moti di piazza si sono ben presto trasformati in una vera e propria “rivoluzione”.

In Tunisia infatti, a partire dal suicidio di Bouazizi gli scontri, durissimi, con le forze dell’ordine sono andati avanti fino a gennaio, e sono proseguiti anche in seguito all’annuncio con il quale Ben Alì si impegnava a lasciare il potere nel 2014, ma quando anche l’esercito gli ha voltato le spalle “rifiutandosi” di sparare sui manifestati, lo stesso Ben Alì, dopo 24 anni di potere assoluto, si è dato alla fuga lasciando il paese.

Dopo un anno di governo affidato all’esercito, in Tunisia si sono finalmente tenute libere elezioni che hanno visto la vittoria del partito islamico cui ora spetterà il compito di scegliere un ulteriore governo di transizione che una volta riscritta la Costituzione possa portare il paese a nuove elezioni parlamentari e presidenziali.

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