Doppia residenza per i figli di divorziati

12 aprile 2012 09:310 commenti

L’ipotesi della doppia residenza non è contemplata dalla legge italiana, tuttavia i Comuni interessanti dalla sentenza pronunciata nei giorni scorsi dal Tribunale di Firenze dovranno attivarsi il prima possibile per risolvere gli eventuali problemi derivanti da tale fattispecie.

A fronte di tale sentenza, infatti, è stato concesso ad un bambino di 11 anni, in affidamento condiviso, il domicilio in due diversi Comuni italiani, ovvero nel Comune in cui risiede la madre ed in quello in cui risiede il padre. In teoria, quindi, non essendoci un domicilio prevalente figura anche una doppia residenza.

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A prendere la decisione, destinata inevitabilmente a far discutere e a creare fattispecie senza precedenti, è stato il giudice Domenico Paparo, il quale nella sua sentenza ha spiegato che con il doppio domicilio il bambino potrà fruire dei servizi offerti da entrambi i Comuni in cui risiedono i genitori, quali ad esempio quelli relativi ai centri estivi. In altre parole, dunque, dato che il bambino dovrà risiedere presso ciascuna delle due abitazioni per un periodo di tempo sostanzialmente simile nell’arco di un intero anno, non gli si può negare di usufruire dei servizi offerti da uno dei due Comuni. Toccherà quindi ora alle due amministrazioni comunali interessate dalla sentenza risolvere gli eventuali problemi.

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Quel che è certo è che questa sentenza senza dubbio farà da apripista per le successive decisioni, sempre più frequenti, riguardanti casi di affidamento condiviso. A fronte della possibilità per il minore di avere due residenze nei Comuni in cui sono situate le due abitazioni in cui dovrà vivere, dunque, non esisterà più un genitore presso cui il minore risiede abitualmente e un altro considerato “esterno”.






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