C’era un piano per uccidere Justin Bieber

22 febbraio 2013 11:260 commenti

Il nome del suo boia era stato scelto. Sarebbe stato l’ergastolano Dana Martin a progettare l’uccisione di Justin Bieber, idolo della canzone pop amato in tutto il mondo da milioni di teen-agers.

La polizia è riuscita a far saltare in aria il piano in virtù delle intercettazioni telefoniche degli apparecchi dei tre pregiudicati che volevano ucciderlo. Dana Martin, ergastolano, ha 45 anni. E’ stato condannato per stupro ed omicidio di una ragazzina di 15. Martin era entrato in contatto con un ex compagno di prigione, Mark Staake, e con suo nipote, Tanner Ruane.

Assoldandoli con un compenso da 10mila dollari, Martin aveva chiesto l’uccisione di Bieber e della sua guardia del corpo, non prima di averli castrati.

“Hai comprato le cesoie?”


Appaiono raccapriccianti le intercettazioni che la polizia ha rinvenuto prima di agire. Ecco come sarebbe dovuto morire Justin Bieber: dopo averli castrati, Ruane e Staake avrebbero dovuto strangolare Justin Bieber con un foulard a fiorellini. Si evince dalle telefonate quanto segue: “Legate il foulard in modo molto stretto, toglietegli l’ossigeno, poi tiratela sulla nuca. E sarà fatta”.

Il movente: gelosia e vendetta

Ma perché Dana Martin vuole uccidere Justin Bieber? Pare che la popstar sia colpevole di aver “rifiutato” le sue lettere: l’ergastolano gli ha scritto per anni, senza ricevere mai risposta. Oltre alle intercettazioni è stato il fato a sventare l’omicidio che doveva accadere a New York, a fine novembre 2012, successivamente al concerto di Bieber presso il Madison Square Garden. Ruane e Steeke, i complici di Martin, mentre dal Vermont si recavano a New York, hanno erroneamente sconfinato in Canada e sono stati fermati dalla polizia di frontiera. E’ bastata una segnalazione per far saltare tutto. Martin ha successivamente confessato la sua gelosia e il suo desiderio di vendetta.






Tags:

Lascia una risposta