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“Violenza sessuale su minorenne”. Asia Argento nei guai, spuntano fatti e prove

Asia Argento e il caso Harvey Weinstein. A inizio agosto è arrivata la prima ‘doccia’ fredda per la figlia di Dario, noto regista italiano in merito al caso che ha coinvolto il produttore americano. Sui media, infatti, Weinstein è stato attaccato da un centinaio di donne, tra cui Salma Hayek e l’italiana Ambra Battilana oltre ad Asia Argento, accuse che l’uomo ha sempre negato. E sulle quali dive assolute come Brigitte Bardot e Catherine Deneuve nutrono forti dubbi. A New York l’ex produttore ha dovuto rispondere davanti alla legge di sei pesantissimi capi d’accusa, tra cui “atti sessuali criminali” e “assalto predatorio” rischiando l’ergastolo. L’accusatrice, coperta da anonimato negli atti, sarebbe stata violentata a marzo 2013 in un albergo di Manhattan. L’avvocato di Weinstein, Benjamin Brafman, ha depositato davanti al grand giurì una serie di prove che, almeno per questo episodio, scagionano il suo assistito, tanto che il legale ha chiesto l’immediata chiusura del procedimento. A salvare il produttore sono stati dei messaggi conservati sul telefonino come avvenuto in Italia per il regista Fausto Brizzi, messo alla gogna ben prima che i magistrati si occupassero della vicenda e ne chiedessero l’archiviazione perché ‘il fatto non sussiste’. Adesso, per Asia Argento, prima donna a puntare il dito contro Weinstein, arriva un’altra doccia gelata…

Asia Argento, tra le prime donne nel mondo del cinema a denunciare la violenza sessuale subita dal produttore Harvey Weinstein, diventata paladina del movimento #MeToo, nei mesi che seguirono le sue denunce dello scorso ottobre, si accordò per risarcire con 380mila dollari Jimmy Bennett, un giovane attore e musicista rock che disse di essere stato aggredito sessualmente dall’attrice in una camera d’albergo in California anni prima, quando aveva appena compiuto 17 anni. Asia Argento allora aveva 37 anni (oggi ne ha 42). Una vicenda che lo ha segnato profondamente e che ha influito negativamente sulla sua carriera. Ecco la versione del New York Times.

Come riporta il quotidiano, l’aggressione sessuale sarebbe avvenuta in un albergo di Marina del Rey, in California, dove Argento e Bennett si sono incontrati il 9 maggio 2013. Bennett ha raccontato che Argento lo spogliò, gli praticò del sesso orale prima di fare del sesso con penetrazione e poi gli chiese di scattare una serie di foto di loro due. Una è stata vista anche dal New York Times: è un selfie che mostra Argento e Bennett insieme sdraiati su un letto. Il NYT, inoltre, cita i documenti degli avvocati di Asia Argento e di Bennet, oggi 22enne, che ha recitato la parte di suo figlio in un film del 2004, “Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”.

Tra le carte, come detto, ci sarebbe anche un selfie datato 9 maggio 2013 che ritrae i due a letto, oltre ai dettagli sui tempi dei pagamenti: 380mila dollari in un anno e mezzo, a partire da un versamento di 200mila dollari fatto ad aprile. Sempre nell’articolo realizzato dal NYT si fa menzione del silenzio assoluto da parte della Argento: la figlia di Dario, infatti, si sarebbe rifiutata di rilasciare interviste.

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