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Allergia al latte bambini

allattamento al seno

L’allergia al latte vaccino, più precisamente, intolleranza alle proteine del latte vaccino (APLV), la sintomatologia riguarda principalmente i bambini di un’età compresa tra i 3 mesi e i tre anni. Molto spesso, l’allergia tende a scomparire tra i 5 e gli 8 anni.

Occorre stare attenti alle tipiche manifestazioni, quali sintomi cutanei, diarrea e dolori addominali,  che possono indicare lo stato di intolleranza. 

I neonati sono i più colpiti dalle allergie alle proteine del latte vaccino, solitamente la condizione patologica tende a diminuire con l’età se viene trattata precocemente. 

Nell’età compresa da uno a tre anni, gli alimenti maggiormente allergeni sono le uova, le arachidi, il mais e il latte vaccino. Oltre i 5 anni di età, l’80% delle allergie alle proteine del latte vaccino si riassorbono e oltre gli 8 anni al 90%. 

In media, circa il 10% dei bambini colpiti dall’APLV la manterrà anche in età adulta. 

Sintomi:

Alcuni sintomi allarmanti, spesso associati all’allergia alle proteine del latte vaccino, sono poco frequenti, come ad esempio un eczema grave, sangue nelle feci, un’importante carenza di aumento di peso, labbra del bambino che si gonfiano durante l’assunzione di latte. La forma più grave di reazione allergica può essere raggiunta dallo shock anafilattico, estremamente grave e talvolta fatale. 

Comuni: i sintomi più ricorrenti in un bambino con l’APLV  sono: dolori addominali, diarrea e vomito dopo 1-20 ore dall’ingestione dell’allergene, stitichezza, anche il reflusso gastroesofageo può essere talvolta collegato all’allergia. Il latte materno talvolta può scatenare allergie nei bambini, in base alla dieta alimentare della madre. E’ sufficiente che la mamma abbia mangiato uova, mais e bevuto latte vaccino,  per provocare una  reazione allergica nel bambino, che assorbe  parte delle sostanze dal latte materno. In questo caso la nutrice dovrà rimuovere gli alimenti allergizzanti dalla sua dieta.  

Il trattamento dell’allergia al latte vaccino: è importante che tale sintomatologia venga diagnosticata il più presto possibile,  per poter essere gestita in modo efficace. Il primo passo del trattamento è quello di rimuovere dall’alimentazione del bambino il latte vaccino. Questo alimento può essere sostituito dal latte in polvere, senza le specifiche proteine che generano l’allergia. Generalmente è prescritto dal pediatra.

Per una allergia significativa, esistono prodotti a base di aminoacidi.

Dopo un certo periodo, il pediatra prescriverà al bambino una serie di test clinici per l’eventuale  reintroduzione di latte vaccino nella dieta del bambino. 

Nel caso di sospetta allergia, consultare sempre il pediatra di fiducia. Un’allergia non trattata o trattata tardivamente può esporre il bambino al rischio di poliallergie (allergia verso più sostanze) e di sviluppare l’asma. 

Il latte di mucca contiene molte proteine che sono tutte potenzialmente allergizzanti. I bambini allergici al latte vaccino devono, ovviamente, evitare di consumare il latte vaccino, ma anche yogurt, burro e atri derivati. 

Se il bambino allergico è allattato al seno, la mamma eviterà l’assunzione di sostanze alimentari allergene e continuerà ad allattare il suo piccolo normalmente.

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