Bambino gioca per il piacere di giocare

13 ottobre 2011 12:110 commenti

La maggioranza dei giocattoli è educativa. Ma è giusto scegliere un giocattolo solo in funzione alle sue qualità pedagogiche?

Non può un bambino giocare solo perché gli va di giocare? 

Ricerche hanno chiaramente dimostrato che il gioco contribuisce al sano sviluppo dei bambini. Li aiuta ad acquisire abilità sociali, emotive, fisiche e cognitive e spesso li prepara al loro ingresso a scuola. 

Sono sempre di più i genitori  che considerano la scuola materna come un passaggio inutile, poiché il loro bambino sa già contare, scrivere il proprio nome e a volte qualcos’altro in più! Ma è anche vero che il bambino ha molto da imparare e niente è meglio del farlo attraverso il gioco, soprattutto per il bambino in età prescolare e per coloro che hanno difficoltà di apprendimento. 

Quindi utilizzare il gioco per consentire loro di svilupparsi è una scelta, non soltanto raccomandata, ma intelligente. 

Cosa vuol dire questo, che tutti i giocattoli sono educativi? Occorre rendersi conto che le nostre aspettative per loro sono sempre in crescita e quindi, i piccoli dispongono di sempre meno tempo libero per giocare. Con gli orari folli dei genitori che lavorano, con le attività sportive e culturali alle quali vengono iscritti, con gli asili nido e le scuole materne che frequentano, il bambino, rimasto solo, senza una guida e senza direttive, non sa più cosa fare del suo tempo libero! 

Li facciamo invecchiare troppo rapidamente, come se essere un bambino fosse una malattia da curare velocemente! 

Giocare è un diritto!

La convenzione delle Nazioni Unite relativa ai diritti dell’infanzia contiene 41 articoli che descrivono i diritti di base dei bambini al di sotto dei 18 anni. Il diritto di giocare è citato dall’articolo 31 della convenzione stessa. 


Articolo 31

1. Gli stati parti riconoscono al fanciullo il diritto al riposo e al tempo libero, a dedicarsi al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età e a partecipare liberamente alla vita culturale ed artistica.

2. Gli stati parti rispettano e favoriscono il diritto del fanciullo di partecipare pienamente alla vita culturale e artistica e incoraggiano l’organizzazione, in condizioni di uguaglianza, di mezzi appropriati di divertimento e di attività ricreative, artistiche e culturali. 

Lasciamoli divertire 

C’è ancora posto per il semplice piacere? Un giocattolo educativo può essere divertente, ma un giocattolo che diverte non deve necessariamente essere educativo! Riflettendo un po’, si possono trovare aspetti pedagogici in tutti i giochi e giocattoli che a prima vista non rientrano in quella categoria. 

Giocare a nascondino insegna loro la pazienza, il controllo, la perseveranza, ma resta soprattutto un gioco molto divertente. 

Giocare a carte permette loro di apprendere le cifre, le forme e i colori, differenziare le carte simili da quelle diverse, il rispetto delle regole, la pazienza di attendere il proprio turno ed infine insegna ad accettare la propria sconfitta. 

Non si devono elogiare le qualità educative di un libro, ma se si sceglie una storia che contiene divertenti giochi di parole, colpi di scena o situazioni strane, ai quali si aggiunge una voce simpatica ed espressiva, il piacere è assicurato. 

Barbie? Hula hoop? Automobiline? Guardando bene, tutti questi giochi hanno un aspetto educativo, tutto nella vita è educativo. Ma soprattutto i giochi e i giocattoli che permettono semplicemente al bambino di divertirsi.

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Ultimo aggiornamento 13 ottobre 2011 ore 14,10






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