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Bambino maltrattato, scosso e turbato

La sindrome del bambino scosso è la conseguenza di un gesto violento. 

Problema di maltrattamento: è classico in un genitore, il padre o la madre, i nonni, un parente o una baby sitter, che esasperati dai suoi capricci, perdono la calma e la pazienza, arrivando al punto di scuotere il bambino, talvolta in modo così violento, col rischio di causare gravi traumi con  serie lesioni cerebrali, danni, spesso, irreversibili, e importanti ripercussioni neurologiche successive. 

La sindrome del bambino scosso viene osservata nei lattanti inferiori ai 6 mesi, ma soprattutto nei bambini piccoli. 

Un bambino è molto fragile; la sua testa è molto grande e molto pesante rispetto al suo corpo; è mal sorretta dal suo collo, poiché i suoi muscoli non sono ancora sufficientemente tonici. 

Se un bambino viene scosso energicamente, la sua testa si incurva in tutti i sensi; la conseguente decelerazione brutale del suo capo può provocare recisioni dei vasi sanguigni che irrigano il suo cervello, esponendolo a gravi emorragie cerebrali. 

Il cervello dei lattanti e dei bambini piccoli è posto in una scatola cranica troppo grande, esiste un ampio spazio tra le ossa del cranio e il cervello, il cervello, quindi, non avendo un punto fisso ha la facoltà di muoversi nel cranio; quando il bambino viene scosso, il suo cervello andrà a battersi contro la parete, provocando lesioni dei tessuti neurologici, quali emorragie intra-cerebrali e lesioni della retina. Spesso è un trauma molto violento a provocare tali lesioni, ma a volte, un gesto di rabbia può provocare importanti fratture costali nel bambino. 

Ripercussioni irreversibili.

Con i traumi sopracitati, se il bambino sopravvive, può presentare cecità, attacchi epilettici, paralisi e disordini mentali importanti, tali da costringerlo all’assistenza da parte di centri specializzati. 

Riconoscere i maltrattamenti.

Dinanzi a un bambino che godeva di buona salute, che ad un certo punto presenta convulsioni, stato d’incoscienza, irritabilità,  tracce di percosse, ematomi e trauma cranico, deve essere presa il considerazione la sindrome del bambino maltrattato. La Risonanza Magnetica provvederà alla diagnosi, attraverso le immagini ottenute, visibili e non discutibili, verranno evidenziate le lesioni cerebrali:   ematomi subdurali ed ematomi intracranici.  

Si tratta di un maltrattamento. È indispensabile riconoscere questo crimine, al fine di evitare al bambino, fragile e indifeso,  ripetute aggressioni di un carnefice,  che sotto una rabbia incontrollabile, non sempre è cosciente del suo atto.  

Un bambino piccolo ha soltanto il suo pianto o le sue urla per esprimere una necessità, una sofferenza; gli adulti devono essere pazienti, controllarsi, indipendentemente dalla situazione; non hanno alcun attenuante per giustificare l’utilizzo della violenza contro un bambino.