Celiachia bambini intolleranza al glutine

4 gennaio 2012 15:020 commenti

Intolleranza al glutine cosa significa?

Come la pelle, il piccolo intestino del bambino è fragile fin dalla sua nascita. L’introduzione precoce di cereali, un apporto importante di glutine, l’assenza di latte materno e certamente una predisposizione genetica, può contribuire allo sviluppo della malattia celiaca, più nota col nome di “intolleranza al glutine„.

Tutto avviene nel ventre del piccolo: quando il glutine entra in contatto con la mucosa del piccolo intestino si innesca una reazione che conduce alla distruzione della parete intestinale. Ingerire glutine per un bambino intollerante attiva in maniera anomala il sistema immunitario che risponde rifiutando il glutine e danneggiando l’intestino, che non svolgerà più il suo ruolo di assorbimento, quindi le sostanze nutritive contenute negli alimenti del bambino, vengono eliminate per via naturale poche ore dopo.  

Primi segni d’intolleranza al glutine 

Senza farne troppe, un occhio di riguardo va posto nel periodo di diversificazione alimentare, soprattutto in occasione dell’introduzione delle farine che contengono glutine. Passano alcune settimane e non c’è nulla da segnalare. Ma ecco che il bambino inizia ad avere diarree, diventa scontroso, piagnucoloso e perde peso a vista d’occhio… Tutte queste manifestazioni sono, generalmente, i primi sintomi della malattia celiaca (intolleranza al glutine), che tocca i piccoli dai 6 mesi e negli anni a venire.  

Vomito, gonfiore addominale, perdita di peso, non appena vedete apparire questi disordini, consultate il  pediatra di fiducia. 

Malattia celiaca e intolleranza al glutine, sono la stessa cosa?

Per gli adulti, si parla piuttosto d’intolleranza al glutine: è una malattia del malassorbimento intestinale, con l’atrofia dei villi intestinali che migliora quando il paziente non consuma glutine e si ripresenta quando viene reintrodotto. Il regime alimentare è dunque per la vita. Per i bambini invece, si parla di malattia celiaca. 

Celiachia e analisi di laboratorio 

Dosaggi degli anticorpi antigliadina (la gliadina è la proteina “tossica„ contenuta nel frumento, farro, orzo, segale e spelta) e della vitamina A per valutare il malassorbimento dei grassi. Queste analisi sierologiche sono una tappa inevitabile nella formulazione della diagnosi della malattia celiaca (intolleranza al glutine),  tecniche molto affidabili. Il pediatra potrà anche orientarvi verso uno specialista in materia: il gastroenterologo pediatra, che deciderà per una gastroscopia e biopsia intestinale, questo esame permette non soltanto di confermare la diagnosi della malattia celiaca ma anche di verificare l’efficacia della dieta senza glutine. 


Per trattare la celiachia non è necessario alcun farmaco. Il trattamento si basa solo sull’esclusione del glutine dall’alimentazione del bambino. Un regime costrittivo ma fondamentale per la sua salute, per evitare di peggiorare la malattia con la malnutrizione o l’anemia. Il regime alimentare privo di glutine eviterà un ritardo della crescita e il rischio di sviluppare  malattie gastrointestinali più importanti.

E se il bambino ingerisce involontariamente del glutine? Non sarà in pericolo ma potrebbe avere una diarrea importante. 

La salute del bambino sottoposto alla dieta priva di glutine migliorerà visibilmente. Per molti bambini, la crescita e lo sviluppo psicomotorio sono rallentati dalla celiachia.  

Glutine non troppo presto né troppo tardi… 

Dare cereali ricchi di glutine ai bambini dai 4 ai 6 mesi di vita e predisposti alla malattia celiaca, potrebbe prevenire o ritardare la comparsa della patologia, secondo lo studio condotto da un gruppo di ricercatori del Colorado, negli Stati Uniti.

Dopo 10 anni di lavoro, gli scienziati hanno concluso che introdurre cereali ricchi di glutine prima dei tre mesi o dopo i sette mesi aumenterebbe il rischio di sviluppare la malattia. In attesa di un monitoraggio a lungo termine dei bambini geneticamente predisposti, l’accademia americana di pediatria raccomanda esclusivamente il latte materno per i primi sei mesi di tutti i bambini, soggetti o meno. 

Regime alimentare senza glutine a vita?

Escludere il glutine dai pasti non è un affare semplice. Ma contrariamente agli adulti, la malattia celiaca può scomparire dopo alcuni anni di regime dietetico aglutinato. La dieta priva di glutine è da seguire per 2 o  3 anni, quindi potrà essere tentata una reintroduzione  strettamente sotto una sorveglianza medica-ospedaliera. 

Non dimenticate che il glutine è il nome generico della proteina contenuta nei vari cereali come il grano, l’avena, l’orzo, il kamut, la spelta, il frumento, la segale e tutti i loro derivati. Una parte delle spese alimentari per l’acquisto dei prodotti per celiaci è sostenuta dall’Azienda Sanitaria. 

Oggi questi prodotti alimentari adatti ai soggetti intolleranti al glutine, vengono ormai venduti ovunque, negozi, supermercati e ipermercati, menzionati con la dicitura “senza glutine„. 

Si raccomanda di riservare nella cucina uno spazio per gli alimenti privi di glutine e di non inquinare gli utensili da cucina che vengono utilizzati per la preparazione della dieta aglutinata. E per la scuola? Ovviamente è obbligatorio segnalarlo e in alcuni casi fornire i prodotti alimentari adeguati.

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Ultimo aggiornamento 04 gennaio 2011 ore 16,02






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