Latte in polvere radioattivo in Giappone

6 dicembre 2011 13:431 commento

Un’azienda di prodotti alimentari giapponese, la Meiji, ha annunciato di aver rilevato quantità di cesio radioattivo in parecchi barattoli di latte in polvere per bambini, l’azienda ha invitato, quindi, tutti i clienti a restituire tali esemplari che verranno rimborsati.

Il livello di radioattività riscontrata è, tuttavia, inferiore al limite legale.

Meiji ha individuato fino a 31 becquerel di cesio 134 e 137  per chilogrammo, nel latte in polvere, una scoperta chiaramente legata al trasporto dei rifiuti radioattivi dopo l’incidente nucleare alla centrale di Fukushima, provocato dal gigantesco tsunami.

La contaminazione non deriverebbe dal latte utilizzato, che è in gran parte importato, ma potrebbe essere intervenuta durante il processo di trasformazione effettuato in una fabbrica dell’est del Giappone, nel mese di marzo, pochi giorni dopo il disastro nucleare.

Inadatto al consumo

Il tetto provvisorio fissato dalle autorità è di 200 becquerel per chilogrammo, pertanto “il livello rilevato nel latte, come si può osservare, non dovrebbe avere serie conseguenze sulla salute”, dichiara la società produttrice alimentare, ma questo vuole essere solo una rassicuzione verso i genitori, visto che l’azienda è dell’idea di non far consumare questo prodotto ai bambini, ritirandolo dal mercato.

“Tenuto conto del fatto che il latte è un alimento essenziale per i bambini, invitiamo i clienti che hanno acquistato confezioni di latte in polvere “incriminato” a cambiarle con altre di  diverse marche”,  precisa la società Meiji.

Le scatole di latte in polvere, inadatto al consumo alimentare, riguardano tutti i prodotti “Meiji Steppu”  in una confezione da 850g, da consumarsi preferibilmente entro il mese di ottobre 2012, che rappresenterebbero circa 400mila barattoli.

È la prima volta che viene rinvenuto del cesio radioattivo nel latte in polvere dopo la catastrofe di Fukushima. Fino ad oggi, erano stati contaminati e vietati alla vendita diversi altri prodotti alimentari, provenienti dalle diverse prefetture limitrofi alla centrale, tra cui il riso, la carne, le verdure, i funghi e il latte fresco.

Il ministero della Salute si sta attivando al fine di modificare i limiti legali, soprattutto a fissare dei tetti più severi sui margini di radioattività contenuti negli alimenti destinati ai bambini.

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Ultimo aggiornamento 06 dicembre 2011, ore 14,40

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