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Nintendo 3DS sconsigliata ai bambini sotto i 7 anni

Secondo i produttori, questa nuova consolle, la  Nintendo 3DS, potrebbe avere effetti nefasti sullo sviluppo della vista dei bambini con un’età inferiore ai sette anni. 

Dopo il successo raggiunto da Avatar negli ambienti cinematografici globali, l’arrivo del 3D era molto atteso. 

Ma il 3D è veramente pericoloso per i bambini? Ed è proprio la grande azienda Nintendo, che attraverso un comunicato pubblicato lo scorso 30 dicembre, sconsiglia la sua consolle 3DS ai bambini al sotto dei sette anni. 

Nintendo non si ferma qui. Sul suo sito web, il colosso mondiale dei giochi virtuali, mette in guardia i genitori contro tutte le immagini 3D,  televisione e cinema compreso. 

“I bambini inferiori ai 7 anni potranno cimentarsi a giocare soltanto con le consolle in 2D,  poiché le immagini in 3D, a lunga durata, potrebbero influire negativamente sulla vista e sullo sviluppo dei loro occhi”, si legge nel comunicato. 

Nel mese di giugno dello scorso anno, in un articolo di Numerama, la rivista specializzata anche nelle analisi delle consolle per i videogiochi, il presidente di Nintendo America, Reggie Fils-Aime,  sollevava tale problema: “Presto segnaleremo che i bambini piccoli non devono assolutamente osservare le immagini in 3D, poiché i muscoli dei loro occhi non sono completamente formati”. 

Strabismo, nausea e mal di testa.

Ma Nintendo non precisa esattamente quali siano i rischi. La rivista americana Audioholics, citata da Numerama, ha interrogato il Co-inventore del VRML, Virtual Reality Modeling Language  (lingua di descrizione universale virtuale in 3D), Mark Pesce. Questo ricercatore, che si preparava a sviluppare un casco di visualizzazione 3D con la società di videogiochi Sega, aveva provveduto a farlo testare dall’Istituto di ricerca Stanford (SRI), a Palo Alto (California). Per la SRI,  il prodotto non doveva essere utilizzato dai bambini. 

Per timore di azioni giudiziarie e di reclami da parte dei consumatori, dal canto suo, Sega non  immise tale prodotto sul mercato. 

Mark Pesce, compara i sintomi che si possono verificare in seguito alla visualizzazione di uno schermo 3D, a quelli del mal di mare: “Il 3D devia il nostro cervello. Quando si tolgono gli occhialetti e ci si allontana dallo schermo, per un momento, si ha difficoltà a riabilitarsi e non si ha la giusta percezione della profondità”. 

L’ingegnere prosegue: “Occorre soprattutto preoccuparsi dei bambini. Il loro sistema nervoso è ancora in fase di sviluppo e ciò potrebbe produrre un danno irreversibile. Più l’esposizione al 3D è prolungata, più aumenta il rischio. Sottolinea Pesce. 

Audioholics riporta, inoltre,  uno studio scientifico  del dipartimento della difesa australiano, secondo il quale esistono molti “effetti psicologici secondari ad una esposizione ad un ambiente 3D. Il documento descrive sintomi: nausee, traspirazione, mal di testa, dolori allo stomaco, vertigini, difficoltà di concentrazione e disturbi visivi, quali profondità di campo ridotta, stanchezza oculare, vista sfocata. Lo studio evoca anche un rischio di strabismo per i bambini. 

A parere di molti oculisti, l’acutezza visiva si sviluppa fin dall’età di sei mesi e si conclude verso i cinque o sei anni. Il 3D non è più pericoloso del 2D, ma è il tempo di esposizione davanti ad uno schermo che conta: “I bambini esagerano e trascorrono spesso troppe ore dinanzi ad un video, che sia questo in 2D o in 3D, ciò comporta un’astenopia: difficoltà nel fissare un oggetto, dolori agli occhi e mal di testa, ma nulla di più”. Precisa l’oftalmologo Marc Cottard, sottolineando che se Nintendo mette pubblicamente in guardia contro la sua consolle 3DS, lo fa solo per proteggersi: “È un principio di precauzione”.

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