Articolo 18: i cambiamenti

15 marzo 2012 15:130 commenti

Il ministro Fornero ha incontrato i vertici sindacali per illustrare quali saranno le modifiche del governo all’articolo 18. Cgl, Cisl e Uil rimangono ancora su posizioni rigide riguardo ad alcuni punti, mentre Confindustria esprime preoccupazione per una riforma che alla fine delle trattative potrebbe essere troppo blanda. Diverse le posizioni anche negli schieramenti politici, dove il Pdl plaude alle proposte del ministro mentre il Pd vorrebbe rivedere solo un paio di punti.

La Fornero propone l’utilizzo dell’articolo 18 sul reintegro al lavoro solo per i licenziamenti discriminatori, mentre per quelli legati a motivi economici resterebbe l’indennizzo e per quelli disciplinari la facoltà verrebbe lasciata al giudice del tribunale del lavoro.
In caso di reintegro il risarcimento avrebbe un tetto massimo di 24 mesi, anche nei casi in cui la sentenza arrivasse oltre i due anni, fermo restando l’obbligo per l’azienda di pagare i contributi previdenziali senza alcun tetto temporale.
La Fornero vorrebbe anche studiare delle soluzioni per velocizzare il lavoro del tribunale del lavoro, come le procedure d’urgenza.

Cambiamenti anche nei contratti a termine, Co.co.pro., di apprendistato e sul popolo delle partite Iva. Il governo vorrebbe introdurre misure per scoraggiare il ricorso a questo tipo di contratti che si stanno rilevando controproducenti. Per i contratti a termine sarà prevista una maggiorazione di imposte del 1,4% per ogni rinnovo, mentre con i Co.co.pro. saranno aumentate le spese contributive per le aziende. Per il popolo delle partite Iva la Fornero pensa ad una norma che stabilisca un corrispettivo netto per il lavoratore di almeno il 75%, e un rapporto di lavoro superiore ai sei mesi.

In questo modo l’azienda dovrà provare la vera natura del rapporto di collaborazione esterna e che questo sia effettivamente un vantaggio per il lavoratore autonomo.

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