Assunzione lavoratore extracomunitario residente all’estero

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Cosa deve fare il datore di lavoro per poter assumere un lavoratore extracomunitario residente all’estero. 

Ogni anno in Italia viene programmato attraverso il cosiddetto “Decreto Flussi” il numero massimo di lavoratori extracomunitari ai quali sarà concesso il permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

Pertanto, il datore di lavoro che vuole instaurare un rapporto di lavoro domestico con un cittadino extracomunitario residente all’estero, deve attendere la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto flussi dell’anno in corso e, a partire dalle scadenze indicate, presentare la domanda di nulla osta al lavoro.

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet del Ministero dell’Interno.

Come inoltrare la domanda di nulla osta.

Quest’anno la domanda di nulla osta dovrà essere inoltrata utilizzando la nuova procedura telematica del Ministero dell’Interno, accessibile dal sito www.interno.it . Avendo a disposizione un personal computer e un collegamento a Internet, il datore di lavoro può di compilare la domanda ed inviarla on-line direttamente allo Sportello Unico dell’immigrazione della Prefettura di residenza.

Le domande di assunzione in formato digitale, fino ad un massimo di cinque per ogni datore di lavoro, dovranno essere inoltrate on-line nei termini indicati dal decreto flussi (www.interno.it);

La domanda di nulla osta viene contestualmente trasmessa alla Questura ed alla Direzione Provinciale del Lavoro competenti per l’avvio della pratica.

Il datore di lavoro viene convocato dallo Sportello Unico per la consegna del nullaosta , che ha una validità di 6 mesi  e la sottoscrizione del contratto di soggiorno, predisposto dallo stesso Sportello.

E’ possibile delegare il ritiro del nulla osta e la firma del contratto di soggiorno nel caso in cui il datore di lavoro si trovi in una situazione di temporaneo impedimento per motivi di salute. In tal caso, il delegato (coniuge, o, in sua assenza, figli o altro parente in linea retta o collaterale fino al terzo grado), deve presentare al funzionario dello Sportello Unico una dichiarazione contenente la dichiarazione dei motivi di impedimento e un documento di riconoscimento.

Altri obblighi del datore di lavoro

Il datore di lavoro dovrà in ogni caso:

  • garantire un orario di lavoro settimanale non inferiore a 20 ore;
  • dimostrare di possedere, al netto delle ritenute fiscali, un reddito annuo (anche derivante dal cumulo dei redditi dei parenti di primo grado non conviventi) di importo almeno doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere, maggiorato dei contributi da versare. Il datore di lavoro che assume un lavoratore straniero in qualità di assistente familiare, perché affetto lui stesso da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non ha l’obbligo dell’autocertificazione relativa alla sua capacità economica;
  • impegnarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
  • impegnarsi a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro;
  • assicurare la disponibilità di un alloggio adeguato e al momento della convocazione presso lo Sportello Unico per la consegna del nulla osta, esibire la ricevuta dell’avvenuta richiesta del certificato di idoneità alloggiativa (rilasciato dal Comune o dall’ASL di competenza); il certificato va richiesto anche nel caso in cui il lavoratore alloggerà presso l’assistito per svolgere le mansioni di assistente alla persona;

Il datore di lavoro che assume un lavoratore straniero in qualità di badante, perché affetto lui stesso, o un componente della sua famiglia, da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non ha l’obbligo dell’autocertificazione relativa alla sua capacità economica; tuttavia è tenuto a:

  • assicurare la disponibilità di un alloggio adeguato;
  • impegnarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza;
  • impegnarsi a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro. 

Una volta concesso il nulla osta, lo Sportello Unico per l’immigrazione lo trasmette insieme al contratto di soggiorno e al codice fiscale, richiesto all’Agenzia delle Entrate, alla competente Rappresentanza diplomatico-consolare italiana all’estero, che rilascerà al lavoratore il visto d’ingresso da lui precedentemente richiesto.

Il cittadino extracomunitario, ottenuto il visto d’ingresso presso la rappresentanza diplomatica o consolare italiana all’estero, deve recarsi entro 8 giorni dall’ingresso in Italia presso lo Sportello Unico per firmare sia il contratto sia la richiesta di permesso di soggiorno, da spedire poi alla prefettura con raccomandata postale.

La Questura, infine, convocherà il cittadino extracomunitario per la consegna del permesso di soggiorno.

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