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Come recedere da un contratto di lavoro

3 aprile 2012 14:330 commenti

L’ipotesi di recesso da un contratto di lavoro è disciplinata dall’art. 2118 del Codice Civile, il quale stabilisce che ciascuno dei contraenti può recedere concedendo però all’altra parte un periodo di preavviso, la cui durata è stabilita dal contratto stesso oppure dal contratto collettivo nazionale di riferimento, in caso contrario si ricorre agli usi oppure si provvede a determinarlo secondo equità.

Qualora non si intenda concedere un periodo di preavviso, la parte recedente è tenuta a corrispondere all’altra una somma pari alla retribuzione che sarebbe spettata durante il periodo di preavviso. Al contrario, invece, nel caso in cui il recesso avvenga per giusta causa, ossia per il verificarsi di un evento che non consente la prosecuzione neanche temporanea del rapporto in quanto risulta venuto meno il vincolo di fiducia tra lavoratore e datore di lavoro, la parte recedente non è tenuta a concedere un periodo di preavviso. Tuttavia, ai sensi dell’art.2119 del Codice Civile, qualora il contratto di lavoro sia a tempo indeterminato e la parte che recede per giusta causa è il datore di lavoro, questi ha diritto all’indennità di mancato preavviso.

COME SOLLECITARE UN PAGAMENTO

A fronte di tutto ciò, dunque, il lavoratore che intende recedere dal contratto di lavoro deve presentare al suo datore di lavoro una lettera di dimissioni nella quale si specifica la volontà di recedere dal rapporto di lavoro e si indica il periodo di preavviso, trascorso il quale il rapporto di lavoro dovrà intendersi definitivamente concluso. Nel caso in cui le dimissioni vengano rassegnate per giusta causa, invece, il lavoratore deve anche indicare la causa che ha determinato il venir meno del vincolo fiduciario, nonché l’assenza di periodo di preavviso ai sensi dell’art. 2119 del Codice Civile.

COME RINUNCIARE ALL’EREDITÀ

Il datore di lavoro che intende recedere dal rapporto di lavoro dovrà invece presentare al dipendente una lettera di licenziamento per giusta causa oppure una lettera di licenziamento per giustificato motivo, a seconda dei casi.

In tutti i casi, a prescindere dalla cause che hanno determinato la risoluzione del rapporto di lavoro e dalla parte che ha manifestato la volontà di recedere, al lavoratore deve essere corrisposto il trattamento di fine rapporto, fatta eccezione qualora questo non sia previsto dal tipo di contratto siglato tra le parti.

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