Cosa comporta la disdetta del contratto per i bancari

7 novembre 2013 12:590 commenti

soldiIl 31 ottobre scorso i bancari hanno scioperato contro la decisione arrivata a sorpresa il 16 settembre scorso dall’Abi, che ha comunicato il recesso unilaterale dal contratto dei bancari la cui scadenza era fissata per il 30 giugno 2014.

Ma cosa comporta tale disdetta per i lavoratori del settore? Il contratto nazionale da cui l’Abi ha deciso di recedere era stato firmato nel gennaio del 2012, con valenza fino al 30 giugno 2014. La disdetta comporta che tale contratto dal primo luglio 2014 non potrà essere prorogato, nemmeno in mancanza di una nuova intesa.

Resta comunque salvo lo scatto scatto retributivo previsto a favore dei bancari nella prima metà del 2014, tuttavia la disdetta contratto annunciata consente agli istituti di credito di non provvedere al ripristino di alcune voci del TFR decurtate a partire dal gennaio 2012. Secondo le stime dei sindacati, dunque, il risultato sarebbe un aumento “reale” in busta paga ridotto del 50% rispetto ai 170 euro lordi previsti dal contratto.

I sindacati hanno annunciato nuovi scioperi nel caso in cui l’Abi non dovesse decidere di sospendere la disdetta comunicata il 16 settembre scorso, ma il dialogo tra le parti continua ad essere inesistente e la situazione è ormai in una fase di stallo. Dal canto suo, l’associazione bancaria italiana ha spiegato che si è trattato di una decisione difficile ma assolutamente necessaria, in quanto la crisi continua a pesare sulle banche e dei tagli al costo del lavoro sono assolutamente indispensabili.

Tags:

Lascia una risposta