Cosa sono le dimissioni in bianco

17 febbraio 2014 11:280 commenti

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In questi giorni in Parlamento si sta nuovamente lavorando per tentare di porre fine alle cosiddette dimissioni in bianco, definite una triste consuetudine del mercato del lavoro dall’onorevole Titti Di Salvo, componente della Commissione Lavoro e firmataria di uno dei progetti di legge sulle dimissioni in bianco.

Ma cosa sono le dimissioni in bianco? In poche parole, si tratta di una pratica, a quanto pare molto diffusa in Italia, che consiste nel far firmare al momento dell’assunzione, oltre al contratto di lavoro, anche una lettera di dimissioni, chiamata in bianco perché priva della data, che sarà poi inserita dal datore di lavoro nel momento in cui deciderà di mandare a casa il dipendente.


In questo modo, dunque, il datore di lavoro si riserva la facoltà di interrompere la prestazione lavorativa con un suo dipendente in qualunque momento e per qualunque motivo, anche non lecito. E’ il caso ad esempio di una lunga malattia, di un comportamanto poco gradito o di una gravidanza. A preoccupare è soprattutto quest’ultima potenziale causa, dal momento che secondo una recente indagine oltre la metà delle interruzioni dell’attività lavorativa per la nascita di un figlio non derivano da una libera scelta da parte delle donne. Basti pensare che nel biennio 2008-2009 ben 800.000 madri hanno dichiarato di essere state licenziate o di essere state messe in condizione di doversi dimettere in occasione o a seguito di una gravidanza.

Come ha più volte sottolineato la stessa Titti Di Salvo, il fenomeno è stato accentuato dalla recente crisi. La maggior parte delle persone, infatti, accetta di firmare delle dimissioni in bianco poiché altrimenti non avrebbe alcun lavoro.






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