Ipotesi autocertificazione per i primi tre giorni di malattia

5 novembre 2013 12:420 commenti

letteraLasciare ai lavoratori la possibilità di autocertificare i primi tre giorni di malattia. E’ questa la proposta formulata dai Sindacati medici Snami e Fimmg in occasione del convegno “La certificazione dello stato di malattia del dipendente pubblico e privato”, patrocinato dalla Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici).

In altre parole, i medici propongono di consentire al lavoratore di attestare in modo autonomo, quindi senza dover passare dal medico, i primi tre giorni di malattia, presentando al proprio datore di lavoro una semplice autocertificazione, ossia un documento redatto da loro stessi e in cui dichiarano sotto la propria responsabilità di essersi assentati dal lavoro in determinati giorni, fino ad un massimo di tre, per motivi di salute. Nel caso in cui, invece, la malattia dovesse protrarsi oltre i tre giorni, allora sarà necessario il certificato medico.

Ricorrere ad un semplice modello autocertificazione per giustificare l’assenza dal lavoro per cause di salute, ha spiegato la Fnomceo, non sarebbe una vera e propria novità, in quanto tale prassi è già in uso in diversi Paesi Anglosassoni. E’ il caso del Canada, ad esempio, dove al lavoratore è consentito assentarsi per un determinato numero di giorni semplicemente avvisando telefonicamente il suo datore di lavoro. Tuttavia, se non si assenta, o se si assenta per un numero di giorni inferiore a quello concesso, matura un premio.

Consentendo al lavoratore, sia pubblico che privato, di autocertificare i primi tre giorni di assenza di malattia, si andrebbe a ridurre l’emissione di un gran numero di certificati che, nella maggior parte dei casi, vengono emessi sulla base di sintomi di lieve entità riferiti direttamente dal paziente, poco evidenti quindi sul piano clinico. Tale proposta include comunque l’adozione di specifiche misure volte a non lasciare eccessivi spazi ad una sorta di “automedicazione” da parte del paziente stesso.

Tags:

Lascia una risposta