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Jobs act, abolizione cocopro e disoccupazione Aspi: cosa cambia

Quando si parla di Jobs Act il pensiero della maggior parte delle persone va subito all’articolo 18 per via delle forti polemiche che sta suscitando il suo possibile superamento e delle potenziali conseguenze nel mondo del lavoro. In realtà le novità in tema di lavoro del documento in fase di approvazione non sono tutte oggetto di critica e le previsioni includono anche misure di tutela per lavoratori precari (co.co.co e co.co.pro) e disoccupati che prendono l’Aspi.

COSA PREVEDE IL JOBS ACT

Cosa cambierà per queste categorie di contribuenti oggi spesso messi da parte per quanto riguarda le tutele dei lavoratori e praticamente dimenticate dai governi precedenti? Le prime due forme contrattuali tendono nel breve futuro a sparire, sostituite in pratica dal cd contratto a tutele crescenti. L’obiettivo della riforma è essenzialmente quello di rendere più agevoli e più snelle le procedure per il passaggio tra diverse mansioni soprattutto in caso di conversioni aziendali e riorganizzazioni. Sulle modalità di estinzione dei contratti a progetto e dei contratti ci collaborazione coordinata e continuativa nulla è dato sapere. In fin dei conti il Jobs Act è una legge che traccia poche coordinate generiche rinviando tutto a dei decreti attuativi. Insomma di concreto nel Jobs Act sui contratti a progetto sta davvero poco.

Cambierà in modo notevole anche l’istituto della Cassa Integrazione. Nelle intenzioni del legislatore l’obiettivo è quello di estendere le tutela veramente a tutti i lavoratori rendendo tutta la disciplina in materia più uniforme su più versanti. Ad esempio, punto peraltro non secondario, si sta lavorando per appianare al massimo le differenze di durata del sussidio (attualmente sono concessi al massimo due anni per la cig ordinaria e di quattro per la cig straordinaria). Per quanto riguarda invece il sussidio di disoccupazione Aspi lo scopo della riforma è quello di adeguarlo più possibile a quella che è la storia professionale e soprattutto contributiva del lavoratore che ne usufruisce. Oggi, come noto, la durata massima del trattamento è fissata a 18 mesi a regime nel 2016 mentre con il Jobs Act si sta cercando di prolungarla ulteriormente e di estendere anche la gamma dei possibili beneficiari.

CONTRATTI A TERMINE: COSA CAMBIERA’ CON IL JOBS ACT