Lavoro nero sanzioni oltre la maxisanzione. Collegato Lavoro

Con la circolare n. 38, emanata il 12/11/2010, il Ministero del Lavoro, l’indomani della pubblicazione della legge 183/2010 “Collegato Lavoro”, in tema di misure di contrasto al lavoro sommerso, intende chiarire alcuni punti.

Il lavoro sommerso nasce dall’utilizzo di lavoratori in assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro, al Centro per l’Impiego. 

In particolare la circolare si sofferma sull’art. 4 della nuova legge, che modifica l’art. 3, 3° comma del D.L. n. 12/2002, convertito in Legge n. 73/2002, che disciplina la cosiddetta “maxi-sanzione per lavoro nero”, prevedendo che, dal 24 novembre 2010, “ferma restando l’applicazione delle sanzioni già previste dalla normativa in vigore, in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato, con la sola esclusione del datore di lavoro domestico, si applica altresì la sanzione amministrativa da euro 1.500 a euro 12.000 per ciascun lavoratore, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro effettivo”. 

“L’importo della sanzione è da euro 1.000 a euro 8.000 per ciascun lavoratore, maggiorato di euro 30 per ciascuna giornata di lavoro irregolare, nel caso di lavoratori regolarizzati successivamente. 

Per quanto riguarda l’evasione dei contributi e  premi è stata eliminata la sanzione di 3.000 euro per lavoratore, sostituta dalla maggiorazione del 50% dei contributi e/o premi dovuti. 

La circolare 38/2010 precisa : non si parla più di lavoratori genericamente “non risultanti dalle scritture obbligatorie”, ma di lavoratori impiegati “senza la preventiva comunicazione” di instaurazione del rapporto di lavoro al Centro per l’impiego. Pertanto viene assorbita la previgente sanzione per l’omessa comunicazione al Centro per l’impiego, prevista dall’art. 19 del D.Lgs. n. 276/2003, che tuttavia non è abrogata e continuerà a trovare applicazione in tutti i casi in cui non è applicabile la nuova maxi-sanzione, ad esempio quando ricorrano le esimenti previste dalla norma o quando si tratta di datori di lavoro pubblici o domestici o di rapporti di lavoro non subordinati, per i quali sia comunque prescritta la comunicazione al Centro per l’impiego, quali le collaborazioni coordinate e continuative, i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro e i tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo. 

In aggiunta alla maxi-sanzione, continuano invece ad applicarsi “altresì” le altre sanzioni conseguenti all’omissione degli ulteriori adempimenti previsti per la regolare assunzione e gestione del personale dipendente (consegna del contratto o della comunicazione di assunzione, prospetto di paga, registrazione sul libro unico del lavoro, comunicazione delle variazioni o della cessazione del rapporto di lavoro, ecc…). 

La circolare evidenzia che la nuova disposizione sanzionatoria, oltre che più tassativa nell’individuazione del lavoro nero, risulta anche più “mirata”, in quanto colpisce soltanto l’impiego irregolare di lavoratori subordinati. La maxi-sanzione non sarà quindi più applicabile, ad altre tipologie di prestazione lavorativa, quali le collaborazioni familiari, le prestazioni rese dai soci, le collaborazioni coordinate e continuative e l’associazione in partecipazione con apporto di lavoro. 

Pertanto, ad avviso di Alessandro Millo, Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena,  l’applicazione della maxi-sanzione in cui accenna la circolare, deve intendersi limitata all’eventualità che gli ispettori dimostrino, senza automatismi, che nonostante le apparenze il rapporto di lavoro si è concretamente sviluppato con tutte le caratteristiche del lavoro subordinato (subordinazione al potere direttivo e di controllo, obbligazione di mezzi, orario di lavoro, retribuzione a tempo, ecc…).

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